Uno straniero per la panchina della Nazionale italiana? Ecco come stanno le cose
Gravina dovrebbe dimettersi nella giornata di oggi, nell’incontro coi componenti federali, dalla Serie A ai dilettanti fino all’Assocalciatori, indetto dallo stesso presidente della FIGC.
Per Gravina, del resto, è pressoché impossibile restare. Salvarsi ancora una volta la pelle dopo la terza mancata qualificazione consecutiva al Mondiale, la seconda sotto il suo mandato. Attese anche le dimissioni di Gattuso: impensabile possa proseguire l’avventura da CT.
Per il dopo Gravina il nome più accreditato rimane quello di Giovanni Malagò, caldeggiato da diversi club. In primis dal Napoli di Aurelio De Laurentiis. L’ex presidente del CONI è libero da incarichi ed è visto come il profilo ideale per la ‘ricostruzione’.
Come noto, Malagò ha un eccellente rapporto con Roberto Mancini. Per questo motivo, il CT che ha vinto l’Europeo del 2021, ma anche fallito la successiva qualificazione al Mondiale perdendo la semifinale playoff contro la Macedonia del Nord, è un candidato molto forte per il post Gattuso.
In caso di chiamata, il 61enne jesino non si farebbe problemi ad interrompere la sua esperienza in Qatar, alla guida dell’Al-Sadd.
L’altro nome è quello di Antonio Conte, il quale è però legato al Napoli da altri due anni di contratto. Andrebbe trovato un accordo con De Laurentiis. Allegri e altri, da Pioli a Simone Inzaghi fino addirittura a Ranieri, sono al momento solo delle suggestioni.
Ci sono in realtà anche delle suggestioni straniere a dir poco clamorose: quella di Mourinho, che è più che altro un’idea lanciata/sponsorizzata dal Presidente del Senato La Russa, e poi quella addirittura rappresentata da Pep Guardiola.
“Lascerà il City e non ha problemi di soldi”, scrive ‘Gazzetta.it’. E la Federazione “potrebbe tentare la grande scommessa con l’aiuto economico degli sponsor“. Fantasie più che suggestioni.