“Penso che a questo punto si possa proporre il povero Kalulu come vincitore morale del Premio ‘Cornuto e mazziato’”.
Un Premio per Bastoni ed è subito polemica. Il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Federico Romani, ha deciso di candidare il difensore dell’Inter per la ‘Rosa Camuna’, la massima onorificenza della Lombardia.
“Ha saputo riconoscere pubblicamente il proprio errore, assumendosi la responsabilità“, ha spiegato Romani con riferimento ovviamente al mea culpa fatto da Bastoni qualche giorno dopo la simulazione in Inter-Juve costata l’espulsione a Kalulu. “Si tratta di un atteggiamento non scontato e non comune – ha sottolineato – che testimonia il rispetto per il gioco, per gli avversari e per i tifosi”.
Sui social rabbia e sfottò per la candidatura di Bastoni alla massima onoreficenza della Lombardia. Spiccano le parole di Franco Lucente, assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile e Presidente dello Juventus Club ‘Amici del Pirellone Gianluca Vialli’ di Regione Lombardia:
“Tutto è lecito e possibile, credo però che le scuse tardive del calciatore non rappresentino certamente un valore positivo né possano diventare un esempio di rispetto per il gioco, gli avversari e i tifosi, come ho letto nella motivazione dei proponenti.
Piuttosto, per metterla sull’ironico – ha aggiunto – penso che a questo punto si possa proporre il povero Kalulu come vincitore morale del Premio ‘Cornuto e mazziato’: espulso per un fallo che non ha commesso e che in più deve vedere il protagonista della simulazione, appunto Bastoni, addirittura osannato e proposto per un premio di lealtà e correttezza…”.
“Chi ha candidato Alessandro Bastoni al premio ‘Rosa Camuna’ non gli vuole bene – ha scritto invece su Instagram Ivan Zazzaroni, direttore del ‘Corriere dello Sport’ – Al di là della ridicola motivazione, oggi Bastoni avrebbe soltanto bisogno di andare avanti senza essere trasformato nel simbolo unico di una scorrettezza fin troppo praticata nel calcio. Fossi Alessandro, lo rifiuterei e chiederei di essere lasciato in pace: ha dimostrato di aver imparato la lezione. Spetta al mondo arbitrale punire seriamente chi simula. Il Var non può più perdonare”.