L’attuale tecnico dell’Inter ha perso la metà delle partite: le ultime due hanno messo il timbro sul suo breve quanto fallimentare percorso europeo
Non crediamo siano così numerose le ‘vedove’ di Simone Inzaghi. Chivu sta vincendo, anzi stravincendo uno Scudetto che a inizio stagione, o anche dopo la sconfitta con la Juve alla terza giornata, appariva piuttosto complicato per non dire utopistico.
Tutti o quasi davano il Napoli come grande favorito, perché ne aveva appena vinto uno al fotofinish proprio contro i nerazzurri e speso un’altra montagna di soldi sul mercato per accontentare Conte. Alle spalle per tanti l’Inter, questo sì, ma anche se non soprattutto il Milan di Massimiliano Allegri: senza coppe, come insegna lo stesso Conte, è più easy…
Vale la pena sempre ricordare, o meglio sottolineare come l’Inter abbia in rosa diversi giocatori a fine corsa oltre che in scadenza di contratto. Non ottenuti i rinforzi (e i tagli) che avrebbe voluto, Chivu si è dovuto togliere dalla testa il beret cheguevaresco simbolo della revolucion per indossare i più comodi abiti del reazionario.
Tutto cambia affinché nulla o quasi cambi, il romeno ha ricompattato ambiente e spogliatoio, riuscendo a far riscattare quella scintilla spentasi nella nefasta serata di Monaco di Baviera. Tatticamente è rimasto ancorato al 3-5-2, con il modo di giocare e interpretare le partite che è cambiato il giusto, quanto basta per ripartire e provare a riprendersi quel che si era perso lo scorso anno. Lo Scudetto, giusto o sbagliato quest’anno obiettivo numero di Barella e compagni. Servirebbe a far dimenticare, almeno un po’, l’annata del grande percorso, ma degli zero tituli.
Il confronto col passato? Inesistente da mesi, perlomeno fino all’eliminazione col Bodo Glimt. Senza se e senza ma, una figuraccia, un fallimento (europeo) nonostante i valori dei norvegesi siano decisamente più elevati di quelli presentati nelle passate settimane. Forse anche per questo la tensione e attenzione della squadra non è stata ai massimi nel match d’andata, magari se potesse tornare indietro Chivu farebbe meno turnover. Col senno di poi è sempre tutto più facile.
In Champions Chivu ha fatto ancora poca strada, pure per questo il parallelo con Simone Inzaghi è impietoso. Sulla panchina dell’Inter, dunque in quattro anni, l’attuale allenatore dell’Al-Hilal (ancora per poco?) ha perso soltanto 9 partite delle 44 disputate: appena 5 nelle ultime 35, tra cui le 2 finali e quella con l’Atletico ai rigori nella stagione 2023/2024 conclusasi con la seconda stella.
Partito benissimo, con 4 successi su 4 contro però avversari modesti, Chivu ne ha perse 5 su 10. 5 nelle ultime 6, con le ultimissime due che hanno sancito la sua uscita anticipata, e abbastanza umiliante dalla Champions. Il tempo è però dalla sua, potrà rifarsi a partire dell’anno prossimo, sempre a patto che gli venga costruita una rosa all’altezza.