Il tecnico biancoceleste amaro ma molto chiaro dopo la sconfitta netta col Como, soprattutto sul mercato
Maurizio Sarri non fa drammi eccessivi dopo la batosta col Como in casa. Il tecnico della Lazio ha cercato di non distruggere tutto per questa serata storta, ribadendo alcuni concetti e facendo chiarezza soprattutto sul rapporto con Lotito e il mercato.
Il dislivello tecnico è ancora più accentuato rispetto all’andata? E ancora di più dal mercato? “Quando prendi gol dopo 2 minuti contro squadre che hanno una qualità di palleggio straordinaria è un problema. Ma loro nel primo tempo sono entrati in area 3 gol, la domanda è perché abbiamo preso 2 gol e un rigore a difesa schierata. Perché abbiamo preso gol su situazioni che abbiamo provato pochi giorni fa. Poi con Cancellieri abbiamo avuto la palla del pareggio, poi una per riaprirla. Il divario visivo sul terzo gol si amplia e la partita è finita lì. Ma è stata fortemente condizionata dal gol preso dopo 2 minuti. Bisogna riconoscere al Como una qualità tecnica superiore”.
Qual è la difficoltà maggiore in questo momento? Questa situazione rallenta anche la possibilità di inserimento dei nuovi perché giocano in un contesto difficile? “Sono tutte difficoltà che non ci facilitano il compito, ma bisogna avere la forza di andare oltre altrimenti tutto diventa un alibi. Una partita da fare una notte di incazzatura e rialzarsi domani per preparare la prossima con un vigore mentale molto più grande. Il mercato, gli infortuni, i nuovi da inserire, tutto vero però se si pensa solo a questo diventa tutto un alibi. Cerchiamo di andare oltre ed essere una squadra più pulita come qualche settimana fa”.
Squadra preoccupata? Rilassata? Demotivata, depressa a prescindere dall’avversario che oggi era importante? Non possiamo nascondere che c’è un virus… “Parli di una squadra che prima di stasera nelle ultime 18 ne ha perse tre con le prime tre della classifica. Non si può parlare di squadra demotivata o di cialtroni per la partita di stasera. Fino a oggi hanno lottato, non facciamo di tutta l’erba un fascio. La realtà del nostro campionato è questa, hai fatto una brutta sconfitta contro una squadra che ha capitalizzato tutto e veniva da una partita in cui ha creato di più rispetto a stasera e l’ha persa. Poi il Como è forte, ha qualità, è organizzato, se vai subito sotto è dura, hanno dimostraato di essere più forti di noi. Va accettato e non bisogna sfasciare tutto per una partita”.
Ha detto che non c’è niente di nuovo rispetto a due anni fa… “Ho detto che non c’è niente di nuovo. Lotito è il proprietario, ogni tanto ha queste uscite, il mercato lo fa lui e ok, a me non è che influisce più di tanto. Ho avuto anche De Laurentiis, ho le spalle larghe. Non si può pensare che questo ci faccia perdere le partite altrimenti siamo deboli”.
Le hanno fatto promesse diverse sul suo ruolo nel mercato? “Sono sempre discorsi teorici. Il mercato è un mix tra esigenze tecniche ed economiche su cui non posso influire. Il presidente è stato chiaro, io mi sono tirato fuori e stop. Vediamo chi arriva e speriamo bene. L’importante è che non mi si tiri dentro e che si dica ‘questo giocatore l’ha voluto Sarri’. Il presidente fa il presidente”.
L’obiettivo di formare 5-6 giocatori per il prossimo anno a che punto è? “Le valutazioni vanno fatte a freddo, se lo dici dopo una partita così ti viene da dire nessuno. A fine stagione magari si valuta diversamente e magari qualcuno c’è su cui costruire”.
A inizio stagione ha più volte ripetuto che l’obiettivo era costruire per il futuro, ma a Formello si parla di Europa. “Magari parlava di un obiettivo pluriennale e non per quest’anno, a me non l’ha mai detto quindi penso si riferisse a un progetto su più anni. L’abbiamo sempre detto tutti che l’Europa era un miraggio quest’anno…”
Come si esce da questra situazione? “L’unico modo è lavorare, senza pensare troppo, fare meglio e con la massima intensità e intenzione quello che chied el’allenatore. Solo lavorando si possono ottenere risultati, non c’è altro modo”.
La partita è stata resa nervosa dall’arbitro, all’intervallo avete parlato con Fabbri: cosa vi siete detti? “Non ho presente questa conversazione, però non è un risultato in cui ci si può attaccare all’arbitro. Ma io devo fare del mio meglio in campo, poi l’arbitro prende decisioni, purtroppo ci sono state diverse decisioni discutibili o al limite. Poi un primo tempo così può portare frustrazione e nervosismo che ti porta a cercare un confronto maggiore con l’arbitro, ma non sono proprio in grado di pensare all’arbitro ora. Non è lui che ci fa vincere le partite, dobbiamo pensare solo a fare meglio”.
Il Como col Milan ha tirato 18 volte e ha perso, stasera in tre situazioni in area due gol e un rigore: cosa vi è mancato? “Era preventivato che il Como potesse avere più possesso di noi, non è stata una sorpresa. Conta quando sei negli ultimi metri, contano i dettagli, l’incisività che abbiamo. Loro l’hanno avuta, poche occasioni le hanno sfruttate. Poi alla fine quando sei lì conta parare, impedire il tiro o buttarla dentro. Quello fa la differenza”.
Non sei un grande para-rigori, ma quest’anno sei andato più vicino: è un caso o ci stai lavorando? “Non ho parato tanti rigori, diversi ne hanno tirati fuori e prendere quelli è più difficile. Con la Fiorentina non l’ho presa abbastanza per mandarla fuori, è successo anche col Monza l’anno scorso, oggi è servito a poco. Spero di poter contribuire ancora di più in futuro”.
Dal punto di vista difensivo come è cambiata la squadra con l’uscita di Guendouzi e l’entrata di Taylor? Con Guendouzi eravate più coperti… “Non penso che sia perché c’era Taylor che abbiamo preso 3 gol, è un discorso di squadra. Guendouzi dava un contributo importante, Taylor si sta inserendo bene, non è facile, è un ragazzo bravo e sveglio. Ma non abbiamo giocato bene tutti. Guendouzi era più interditore, può essere, ma Taylor magari ti dà più palleggio. Magari è meno aggressivo, ma è applicato e saprà darci anche nella fase di non possesso”.
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