Il presidente biancoceleste si è sfogato in conferenza stampa sui due temi principali, il mercato e la questione arbitri
Non solo Sarri. Nel postpartita di Lazio-Fiorentina Claudio Lotito ha preso la parola in conferenza stampa per sfogarsi sulla questione arbitri e spiegare alcune questioni di mercato.
Sugli arbitri. “Io all’inizio sono abituato a non pensare male ma a essere collaborativo. Noi dobbiamo risolvere i problemi, non facciamo la corsa contro qualcuno. Io feci un comunicato stampa. Quando si verificano una serie di episodi che non possono essere dettati dalla casualità, non di lamentela ma per preservare la credibilità del sistema. Per questo ho fatto una lettera ufficiale alla Lega, che è il mio referente. Non ho ricevuto risposte. Non mi sono lamentato, ma ho posto un problema che riguarda tutti, la tenuta del sistema. Non voglio destabilizzare o criticare, ma trovare un sistema e stabilire dei criteri sul fallo di mano, il rosso, il fuorigioco. Quindi ho fatto questo per evitare interpretazioni. Qualcuno pensa che ci lamentiamo, ma si creano danni rilevanti. Perché 8-9-10 punti sono determinanti, poi la Lazio è una società quotata. L’ho fatto anche a tutela degli azionisti. Non ho ricevuto risposta, per cui ci rivolgeremo in altre sedi. Questo avverrà, non è un’ipotesi. Mi pare di capire che però si lamentano tutti. Che il sistema funzioni è nell’interesse di tutti. Il Governo sulle ammissioni ha tolto la prerogativa alla federazione per metterla in una struttura nuova. Poi c’è una norma, viene abolita, c’è qualcosa insomma”.
Serve un intervento della politica. “Io non mi sono attivato in prima persona, c’era chi pensava che avessi un conflitto di interessi con tutti i miei ruoli, infatti non mi sono ricandidato. Tra l’altro mi pare che da quando non ci sono più le cose vanno peggio. Ho sempre lavorato per tutelare il sistema, che se funziona funziona per tutti. Che la politica possa intervenire leggo di interrogazioni parlamentari, con partiti che non sono legati a me, chi vede le partite si rende conto di cosa succede. È un problema che non attiene a me, poi l’interesse e la credibilità del sistema è fondamentale. Già che c’è una diatriba interna è complicata. Mi risulta che sia già in atto una interrogazione dove si chiede al Ministro di valutare cosa si potrebbe fare. Come accaduto con la Consob. La stessa cosa dovrebbe accadere per altre componenti, non devono far pensare a ipotesi e altre cose. Da uomo delle istituzioni ho a cuore di mantenere un sistema che sia credibile. Ho attivato un percorso di tutela nei confronti di tutti, non della Lazio. Una lettera garbata la nostra è stata, per far finire le dietrologie o le certezze. Andreotti sapete cosa diceva. Il tema è questo, errare humanum est, sed perseverare diabolicum. Questo sistema non è più credibile”.
Cosa sta accadendo sul mercato? Via Guendouzi e Castellanos, dentro Ratkov che Sarri non conosce. Ci può dire se arriveranno altri giocatori? Fabbian, Taylor… “Io sono il presidente più longevo nella storia del calcio italiano, ed è l’esperienza. Castellanos ha chiesto di essere ceduto, il ragazzo comunque è stato serio e corretto, non posso dire nulla su questo come per Guendouzi. Nel momento in cui vengono allettati da offerte economiche e sportive di natura diversa possono rimanere interessati ad altre esperienze. Soprattutto se non si ritrovano nel gioco, non ritengono di potersi esprimere al massimo. Ma nessuno sta svendendo i giocatori. La cosa che mi fa sorridere è che fino a ieri si pensava che ci fossero giocatori marginali, che la Lazio è da quattro soldi. Avete scritto tante cose non vere, dicendo che avevamo nascosto al mister che il mercato sarebbe stato bloccato. Tutte bugie. Il direttore amministrativo, che non ho scelto ma ho trovato nella Lazio, ma lo ritengo una persona preparatissima e onestissima, ha posto un problema. C’erano dei criteri che venivano adottati, come l’indice di liquidità di cui ero sostenitore. Ci fu il problema del Parma e delle squadre che non potevano finire la stagione. Misurava la cassa a breve, non lo stato di salute. Se io faccio un debito a 15 mesi invece che a 12 non viene rilevato. La Lazio ha soldi propri, crediti che monetizza. Bisognava mettere l’indice di solidità, non di liquidità. I soldi per lo stadio sono stati pagati con la cassa della società, non facendo prestiti e debiti. La società ha fatto dei cambi radicali. Se tolgo dalla cassa abbasso l’indice di liquidità ma quei soldi li ho utilizzati per patrimonializzare la società. La Lazio ha 300 milioni di patrimonio immobiliare. C’è una società che è interamente posseduta dalla Lazio che quest’anno ha generato 29 milioni di utili. Come si può vietare a una squadra così di fare mercato? Qualcuno si è inventato di spezzare il mercato. Prima con l’indice di liquidità, poi con i criteri Uefa con cui non abbiamo mai avuto problemi. Infatti noi mai una multa, mai una contestazione, invece altri hanno hanno avuto milioni di multe, anzi hanno rischiato pure di non iscriversi al campionato”.
Sul mercato. “Ogni giocatore che esce verrà rimpiazzato. Se esce Guendouzi entrerà un giocatore che si chiama Taylor, dell’Ajax. È già certo. Ma non finisce qui il mercato. Perché io sorrido, l’interesse della società è di rinforzare la squadra e questo passa anche attraverso il ringiovanimento. Un giocatore di 23 anni sarà più funzionale e migliore a chi ne ha 27, poi questi giocatori hanno scelto la Lazio. Non ci siamo avventurati la mattina andando al supermercato col 3×2. Noi già monitoravamo Ratkov da tempo. Sarri non lo conosce? Però fa l’allenatore, mica conosce tutti i giocatori. Da che mondo è mondo, i giocatori li sceglie la proprietà e lui li deve allenare. Ma lui ha detto che non lo conosce perché non fa scouting. Io ho messo una sala scouting con 8 persone che lavorano h24 monitorando tutte le schede. Fabbian e Maldini? Non facciamo nomi. Io voglio farvi capire che l’interesse della società è ringiovanire la rosa, renderla più competitiva e più affamata, vogliamo giocatori che siano orgogliosi di questa maglia e non giocatori che ‘no, ho ricevuto delle offerte…’. Io ho dei regazzi nello spogliaotio da salvaguardare, stanno dando il cuore, non li devo mortificare, stanno dimostrando di essere attaccati alla maglia e ai colori”.
I tifosi si sentono mortificati non dalle scelte sul mercato ma da quelle degli arbitri. Ma il tifoso vuole che lei difenda la Lazio. “E che io sto inseguendo le farfalle? Io faccio le cose in base al ruolo che ricopro. Uomo avvisato mezzo salvato. Ho scritto che saremmo andati in altre sedi e così faremo. Io ritengo di aver fatto una cosa giusta, da presidente. Ho detto prima che bisognava avere pazienza nell’avvicendamento generazionale degli arbitri. Poi si sono create delle fazioni in quel contesto arbitrale, ci sono ricorsi e denunce. Io voglio stare fuori da queste cose. Questa lettera è pubblica, ed è con toni garbati. Se poi questi problemi non vengono risolti ho detto che mi rivolgerò ad altre sedi. So quello che devo fare, io lavoro con la testa e non con la pancia. Il 9 di gennaio, per dimostrare quanto tengo alla società, faccio una manifestazione a Parco dei Daini alla quale ho invitato le massime rappresentanze istituzionali, regionali, invitando anche una delegazione di tifosi. La Lazio è nata nel 1900 e ha la matricola originaria ed è costata lacrime e sangue a chi ha sempre sostenuto la società e in minima parte al sottoscritto che per mantenerla si è caricato 500 milioni di debiti. A differenza di altri. Siamo la prima suqadra della capitale, certificata”.
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