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Roma-Braga, l’ora di Pellegrini: l’esultanza, gli applausi dell’Olimpico e l’abbraccio con Zalewski

Il capitano giallorosso si riprende la maglia da titolare dopo tre partite e mezza in panchina per precisa scelta di Ranieri. L’argentino fuori dai convocati per questioni fisiche

La Roma torna in campo in Europa League per quello che è un vero e proprio scontro diretto. All’Olimpico arriva il Braga, che nella classifica generale ha un punto in più e spera quindi di mettersi definitivamente alle spalle i giallorossi. Ma la squadra di Ranieri è ripartita dal 4-1 di Lecce dopo tre partite senza vincere, tra cui il pareggio col Tottenham. Il tecnico della Roma ha messo in campo un turnover non totale, visto che la difesa è rimasta quella titolare con Mancini, Hummels e Ndicka. A centrocampo linea a quattro con diverse novità: a destra c’è di nuovo Saud Abdulhamid mentre a sinistra occasione per Nicola Zalewski. In mezzo al campo confermatissimo Koné, ormai diventato imprescindibile, in coppia con Niccolò Pisilli. Out quindi Paredes, che non è neanche tra i convocati perché febbricitante.

L’argentino tornerà quindi per la trasferta di Como, che Ranieri ha fatto capire di tenere in grande considerazione nelle riflessioni relative alla partita di stasera col Braga. In avanti – dietro alla punta Dybala con Dovbyk di nuovo in panchina – chance importante per Soulé. Ma soprattutto per Lorenzo Pellegrini, che torna titolare dopo Napoli.  Era il 24 novembre, l’esordio dell’allenatore testaccino al rientro dalla pausa nazionali. Il 7 fu sostituito all’intervallo, poi non ha più visto il campo. Ranieri ha spiegato di averlo visto molto sofferente per la situazione della Roma, per il forte legame con questi colori e anche a causa del suo carattere molto sensibile. “Gli ho fatto staccare la spina, deve tornare a sorridere e divertirsi”, ha detto il mister. Che lo ha tolto dai riflettori, per dargli tutto il tempo e il modo di recuperare se stesso con serenità.

Ieri lo ha detto in conferenza, di averlo visto molto meglio e soprattutto anche nel feeling con la porta, pur in allenamento. Oggi è un esame importante, c’è bisogno dei suoi gol: “Come lui solo Lampard ho allenato”, aveva sottolineato lo stesso sir Claudio. Tutto importante anche per il suo futuro, di cui si sta parlando parecchio in questi giorni: “Ma non ci ho parlato a livello contrattuale, non so cosa voglia fare”. Di certo gli applausi dedicati dall’Olimpico a Pellegrini alla lettura delle formazioni possono aiutarlo parecchio. E anche per il resto della squadra, Zalewski in primis che era il più bersagliato, nessun fischio. E non è un caso che il gol sia arrivato proprio dal numero 7, per giunta su assist di Zalewski. Un’esultanza sentita (anche quella del mister in panchina), tutta la squadra si è stretta in un abbraccio al suo capitano e all’esterno in maglia 59, caricato da Lorenzo. E poi ancora un applauso convinto da parte di tutto lo stadio. Effetto Ranieri.

Romano, giornalista, dal 2013 inseguo un sogno. Inviato e opinionista tra tv, radio e tanto altro. Roma, Lazio, Nazionale, ma senza limiti. Sempre alla ricerca di 'cosa c'è dietro'. Tengo alla larga quelli che 'Il calcio è solo un gioco'. Amo il tennis, Roger Federer e la musica. Cantante e pianista a tempo perso.