Marco van Basten racconta episodi inediti della sua, breve, carriera calcistica tra il Milan e l’Olanda
“Giocare a calcio era la mia vita”, ha confessato van Basten. Dopo un intervento alla caviglia, la sua carriera ha subito un arresto improvviso. Non solo non poteva più giocare, ma anche le attività quotidiane come camminare erano diventate impossibili. Gli anni seguenti sono stati segnati dal dolore e dalla difficoltà di adattarsi a una nuova realtà. La svolta è arrivata grazie a un medico che ha deciso di bloccare la sua articolazione saldando le ossa. “Non potevo più flettere la caviglia né correre, ma finalmente potevo vivere senza dolore. Ora gioco a golf e a squash, il che mi rende felice.”
Vogliamo riproporvi un’intervista fatta alcuni anni fa a Marco van Basten, leggenda del calcio internazionale a El Pais svelando liberamente i momenti più duri della sua vita e carriera, come raccontato nella sua autobiografia “Fragile“. L’ex attaccante olandese ha riflettuto su come un’operazione alla caviglia apparentemente semplice abbia cambiato radicalmente la sua vita.
Molti credono che i problemi fisici di van Basten siano derivati dai numerosi falli subiti in campo. “Il mio problema erano i cattivi dottori”, ha precisato. Invece di risolvere la situazione, l’hanno peggiorata. “Il mio peggior nemico non sono mai stati i difensori avversari.”
Anche Johan Cruyff, leggenda del calcio e suo allenatore all’Ajax, è stato chiamato in causa. Cruyff desiderava che van Basten continuasse a giocare per vincere titoli. “I medici gli dissero che se avessi giocato non mi avrebbe fatto male. Per Johan questo bastava. Mi disse di giocare e io volevo giocare”, ha spiegato van Basten. Tuttavia, il dolore era troppo forte e alla fine fu costretto a ritirarsi.
Van Basten ha anche parlato del suo rapporto con Arrigo Sacchi, allenatore del Milan. “Sacchi era una persona molto gentile e un ottimo allenatore”, ma aveva un approccio diverso rispetto a Cruyff. Sacchi si concentrava sull’organizzazione difensiva, mentre Cruyff e Guardiola davano priorità al possesso palla. “Con Sacchi, l’attenzione era sulla pressione sull’avversario. Questo ha dato all’Italia ottimi risultati, ma io venivo da un’altra scuola.” Van Basten ha espresso la sua opinione sul ruolo degli allenatori nel calcio moderno, sottolineando che “gli allenatori sono diventati troppo importanti. I giocatori devono assumersi più responsabilità perché sono loro a fare la differenza in campo.”
Durante la sua carriera, van Basten ha vinto numerosi trofei di squadra e individuali. Con l’Ajax, ha conquistato tre Eredivisie (1981-82, 1982-83, 1984-85) e tre KNVB Cup (1982-83, 1985-86, 1986-87). Con il Milan, ha vinto quattro Serie A (1987-88, 1991-92, 1992-93, 1993-94), tre Supercoppa Italiana (1988, 1992, 1993), due Coppe dei Campioni (1988-89, 1989-90), due Supercoppe UEFA (1989, 1990) e due Coppe Intercontinentali (1989, 1990).
A livello individuale, van Basten ha vinto tre Palloni d’Oro (1988, 1989, 1992), confermandosi come uno dei migliori calciatori della sua generazione.
Dal 2021, Marco van Basten è rimasto attivo nel mondo del calcio come commentatore e analista sportivo. Ha collaborato con diverse reti televisive e ha scritto per vari media, condividendo la sua esperienza e le sue analisi sulle partite. Van Basten è anche impegnato in attività benefiche e di promozione del calcio giovanile.
Van Basten ha anche condiviso ricordi del suo periodo al Milan sotto la guida di Silvio Berlusconi. “Berlusconi era un presidente visionario. Ha trasformato il Milan in una squadra di livello mondiale, investendo in giocatori e strutture. Ha sempre sostenuto la squadra con passione e determinazione.” Queste parole testimoniano l’ammirazione di van Basten per l’ex presidente del Milan, il cui supporto è stato cruciale per il successo del club durante gli anni ’90.