Alla vigilia di Spagna-Italia le parole in conferenza stampa di Michael Folorunsho, centrocampista di proprietà del Napoli che tanto bene ha fatto al Verona
DA GELSENKIRCHEN – È la grande sorpresa, la bella storia di questa Nazionale di un calciatore partito da lontano e arrivato in azzurro a 26 anni dopo una carriera tra le giovanili della Lazio, poi il Bari e il Napoli fino alla grande stagione col Verona.
Michael Folorunsho ha preso la parola in conferenza stampa alla vigilia di Spagna-Italia da Gelsenkirchen:
Come state preparando la partita? Giochi? “La partita la stiamo preparando molto bene, stiamo lavorando duro mettendo tutti noi stessi per arrivare pronti a questa partita. Poi se gioco lo chiediamo al mister, io sto a disposizione e per me è un onore essere qui”.
Un anno fa avresti mai pensato di essere qui oggi? “Un anno fa era impensabile che nel giro di un anno mi sarei trovato a giocare un Europeo per la Nazionale. C’è il lavoro alla base, non ho mai smesso di sognare. Poi a determinati livelli arriva il duro, devi lavorare per rimanerci, so che devo lavorare molto perché sono indietro rispetto ai compagni”.
Dove ti vedresti in campo in questa partita e che duello sogni? “La giocherei anche in porta, l’importante è dare un contributo alla squadra. Io mi farò trovare pronto in ogni caso, se penserà che posso dare una mano alla squadra entro in qualsiasi posizione”.
Cosa ti è mancato in questo tuo percorso negli ultimi anni? C’è una dedica? “Ogni calciatore deve affrontare il proprio percorso. Non cambierei il mio percorso per niente e nessuno, sono fiero di quello che ho fatto. Tante persone in passato pensavano che non fossi pronto e io ho lavorato per quello, ora sono pronto per sfide che prima erano troppo grandi. Lo dedico a mia mamma e la mia famiglia che mi hanno sempre sostenuto. Sono contento del mio percorso. Tanti arrivano prima, ma ci sono anche quelli che arrivano più tardi”.
L’atmosfera a Iserlohn? “Bellissima, è sempre bello incontrare gli italiani in giro per il mondo, ogni allenamento e quando usciamo dall’hotel siamo pronti ad abbracciarci e sostenerci. Siamo contentissimi di aver regalato la prima gioia e vogliamo continuare a renderli orgogliosi”.
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