La Juventus non sta attraversando il momento migliore della sua stagione. Ed è forse in periodi come questo, che l’assenza di alternative in rosa può farsi sentire ancora di più.
Rientra nella rubrica “assenti illustri” della stagione bianconera Nicolò Fagioli, che si sta allenando con i compagni ma non può scendere in campo a causa della squalifica per il caso scommesse. Alle 17, presso il Cinema comunale di Condove (Torino), il centrocampista ha parlato della sua esperienza.
Il centrocampista della Juventus, alle prese con la squalifica, prosegue nel suo percorso che prevede incontri sul territorio, per sensibilizzare sportivi e giovani sul tema del gioco d’azzardo e sulla ludopatia. Attraverso la sua esperienza, da non emulare.
Questo pomeriggio nel piccolo paese di Condove (piccolo comune di 4600 abitanti in bassa Val di Susa, alle porte di Torino) Nicolò Fagioli è stato protagonista dell’incontro “Lo sport non è un azzardo”. Il classe 2001 ha preso parte al talk con tanti giovani presenti. Prima di lui, ha parlato il dottor Paolo Jarre, esperto di tematiche legate al gioco d’azzardo e alla ludopatia, nonché suo terapeuta in questo percorso.
Il Comune porta avanti il progetto “Per una comunità consapevole, seriamente giocosa”, finanziato dalla Regione Piemonte e portato avanti da Asl To3 e cooperativa Terra Mia. Ecco perché la presenza di Fagioli, e del dottor Paolo Jarre sul territorio della provincia torinese. L’incontro è rivolto alle associazioni sportive del territorio e agli studenti degli istituti superiori locali. Sono dieci gli incontri ai quali il calciatore dovrà prendere parte.
Dopo una prima parte introduttiva, c’è spazio per una intervista live, davanti a tutto il pubblico del cinema. Il calciatore è stato accolto dagli applausi dei giovani sportivi presenti.
Prende la parola i calciatore della Juventus: “Sono felice di essere qua”, esordisce Fagioli. Per poi raccontare la sua esperienza: “Avevo tanto tempo libero, era la noia la principale causa. Poi è diventata una malattia“. E spiega nello specifico: “Ho iniziato con una schedina con gli amici, poi ho iniziato a nascondere le cose ai miei”.
L’educatrice che intervista il calciatore chiede al numero ’21’ in quale maniera ora riempie il suo tempo, abbandonato il gioco d’azzardo: “Sto giocando a tennis e padel con gli amici, poi passo più tempo in famiglia”. Sulle conseguenze del gioco nel mondo del calcio, Fagioli spiega: “Inizialmente non ne ero consapevole, poi sì. Però quando giocavo tutto spariva, non ci pensavo. Era adrenalina”. E aggiunge il dottor Jarre: “E’ un momento di dipendenza, che influenza la giornata e l’umore”. Fagioli, poi, sorride pensando alle gesta in campo con la maglia bianconera: “La botta di adrenalina dopo il primo gol in Serie A contro il Lecce, però, non la batte niente. E’ durata una settimana ed è proseguita poi con la partita con l’Inter!”.
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