Durante il primo tempo di Sampdoria-Inter, fra Lukaku e Barella c’è stato un battibecco che non è piaciuto a nessuno. Fra i limiti del centrocampista sardo, c’è proprio quello caratteriale
Non ha mai avuto un carattere facile da gestire in campo, e la partita contro la Sampdoria è stata solo l’ennesima prova.
Un giocatore non è fatto solo di gambe e piedi, perché altrimenti si potrebbe dire senza alcun dubbio che Nicolò Barella sia uno dei migliori centrocampisti in Italia e forse anche in Europa. Un giocatore completo è un mix perfetto ed equilibrato di talento e maturità. E Barella sulla seconda deve lavorare ancora tanto.
Perché il centrocampista sardo, quando scende in campo, lo fa sempre con troppo nervosismo e troppa rabbia. Non quella agonistica, però. Quella serve. Una rabbia che non ti fa giocare bene, che ti fa inveire contro i tuoi compagni di squadra, che ti fa sbracciare a ogni passaggio sbagliato, mancato o quando un tiro non arriva nello specchio della porta, quella che ti fa ammonire più del previsto, quella che non aiuta la squadra.
E allora c’è Romelu Lukaku, che fisicamente è il doppio di Barella con i suoi 191 cm e i suoi 100 chili ma che in campo è come un gigante buono, uno che mette la lealtà sportiva al primo posto. C’è Big Rom con il suo dito puntato rimprovera il centrocampista azzurro: “Basta! Basta Nico fare così con le braccia!”. Il calcio non è un gioco individuale, l’Inter ieri era nervosa, Gosens era in difficoltà in una partita per lui fondamentale per dimostrare il proprio valore a Inzaghi e Barella non si è comportato da compagno di squadra. Lukaku sì.
I confronti non piacciono a nessuno, ma qui è necessario fare l’ennesimo fra Simone Inzaghi e Antonio Conte. Perché se Conte sapeva ben calibrare bastone e carota, usando forse più il primo del secondo, Inzaghi sembra conoscere solo la carota.
Basti pensare alla stagione in cui l’Inter ha vinto lo scudetto, nel 2020\21. Inter-Roma, risultato sul 2-1. Al 77′ Conte decide di fare un cambio e toglie dal campo Lautaro Martinez. L’argentino è visibilmente irritato e contrariato dalla scelta, l’allenatore salentino se ne accorge e urla al Toro: “Devi portare il rispetto, invece di fare il fenomeno”.
Inzaghi è quell’allenatore che tende a coccolare troppo i suoi giocatori. E la carica e la cattiveria agonistica di Barella si stanno trasformando in quel nervosismo che inizia a infastidire tifosi e compagni.
“Sono cose da campo che non vogliono vedere e non dovrebbero succedere. C’era un po’ di nervosismo perché non riuscivamo a sbloccare il risultato, è stata risolta”, sono state le parole di Inzaghi nel post partita ai microfoni di DAZN. La gestione dello spogliatoio, però, spetta all’allenatore.
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