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  • Lazio, la favola di Onazi e quel "wow" strappato a Xavi
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Lazio, la favola di Onazi e quel "wow" strappato a Xavi

Il giovane centrocampista giochera' la Coppa d'Africa con la sua Nigeria

 

LAZIO ONAZI CALCIOMERCATO XAVI CATALOGNA / ROMA - A volte capita di passare dalla finale della Serie A Primavera a una partita in Nazionale contro la Catalogna (che in buona sostanza è il Barcellona).
Capita se ti chiami Ogenyi Onazi, e se in un anno stai bruciando le tappe della maturazione calcistica.
Il centrocampista nigeriano, classe 1992, sta vivendo una prima stagione da favola nel mondo dei grandi: la Lazio punta su di lui, e dopo averlo visto tra i trascinatori del secondo posto nello scorso campionato Primavera, oggi si trova in casa un calciatore a cui sono bastate tre partite con la Nazionale nigeriana per attirare i riflettori su di sé, già titolare in vista dell'imminente Coppa d'Africa.

 

XAVI STUPITO - Onazi ha esordito con la Nigeria lo scorso 13 ottobre, e nella gara successiva è andato a segno (3-1 contro la Venezuela).
Tre giorni fa, nel suo terzo impegno internazionale, ha orchestrato il contropiede e sfornato l'assist per il gol dell'1-1 contro la Catalogna.
Ossia contro i Bojan, i Piqué, gli Xavi.
Proprio con Xavi, dopo avergli strappato il pallone dai piedi in gara, il giovane Onazi ha scambiato qualche battuta a fine partita.
"Ma dove giochi?", chiede il fenomeno del Barça.
"Nella Lazio", risponde il nigeriano.
"Wow".

 

LA MAGLIA RIMPIANTA - Guai a montarsi la testa, è chiaro.
Ma ora le suggestioni sono molte: gli agenti bussano di continuo alla sua porta, prospettandogli qualsivoglia futuro.
La Lazio si è già imposta la scorsa estate: vietata la cessione, vietato il prestito.
In avvio di stagione ha visto spesso il campo, ora più di rado: Petkovic crede che non abbia la testa sgombra dai pensieri, vuole preservarlo per tempi migliori.
Lui, intanto, brilla in Nazionale.
Con un rimpianto: non aver scambiato la maglia con Xavi, il suo idolo.
Ma la Nigeria ha una fornitura limitata di maglie, calciatori più grandi di lui hanno rinunciato a scambiarle con i catalani.
E lui, più piccolo del gruppo, si è adeguato.
Perché puoi sembrare un bambino catapultato nel mondo degli adulti, ma sapersi comportare è la chiave senza tempo per spalancare tutte le porte.
Dalla Primavera alla Coppa d'Africa.

 

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