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Juventus-Parma, Buffon: "Orgoglioso di essere capitano". E sulla lotta Scudetto...

Il portiere sul gol di Muntari: "Mi hanno rotto le scatole per dichiarazioni che erano banali"

. p>JUVENTUS SCUDETTO BUFFON PARMA NAZIONALE / TORINO - Un Gigi Buffon a 360° ha parlato al 'Corriere della Sera' alla vigilia della prima sfida di campionato contro il Parma.
Il portiere eredita la fascia di capitano da Alex Del Piero ma non sarà in campo per un infortunio.
"Sono orgoglioso di essere capitano, ma conta essere importanti in campo e nello spogliatoio, con o senza fascia al braccio.
- le parole del portiere al 'Corriere della Sera' - Al di là di quello che uno può dire, ci sono i fatti che parlano.
E i fatti dicono che Buffon è portiere in serie A da 17 anni, della Nazionale da 16, titolare azzurro da 14, e penso senza presunzione di essere uno dei pochi giocatori italiani che gli altri invidiano".
Si parla ancora a distanza di mesi del gol di Muntari.
"Ora vi dico io come sono andate le cose.
Punto primo: mi hanno rotto le scatole per dichiarazioni che erano banali ma che in quel momento, evidentemente, faceva piacere attaccare.
Si è parlato più di quello che di un gesto tecnico, la doppia parata, che non si vede spesso sui campi di calcio.
Punto secondo: mi spiace che qualcuno si sia permesso di scrivere che non dovevo essere convocato in Nazionale per quelle frasi, anche se avevo detto in modo chiaro che io in campo non mi ero accorto che il pallone fosse entrato.
Punto terzo: è sbagliato dire che lì il Milan ha perso il campionato, perché dopo quella partita noi ci siamo trovati due volte a rischiare di avere 7 punti di svantaggio".

La Juventus resta la favorita per lo Scudetto.
"Quando una squadra vince, è normale che l'anno dopo abbia anche questa responsabilità. Non dobbiamo dimenticarci da dove veniamo e che per fare quello che abbiamo fatto lo scorso anno, un'impresa epocale, abbiamo dovuto affrontare ogni partita come se fosse una finale.
E l'anno successivo è sempre difficile ritrovare le stesse motivazioni.
Il lavoro più difficile e più importante che ha fatto Conte è stato quello dell'anno scorso.
Ha rinvigorito psicologicamente una squadra che non credeva più ai propri mezzi, ha ricreato una cultura del lavoro che col tempo si era un po' affievolita, ci ha ridato una carica agonistica e una voglia di vincere che pochi allenatori sanno dare.
La sua vera vittoria è stata quella di ridare consapevolezza alla squadra".

M.D.F.

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