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Milan-Inter, Gattuso: "Coraggio e rispetto". Poi la stoccata a Icardi!

Il tecnico parla in conferenza alla vigilia del derby di Serie A

DIRETTA MILAN INTER GATTUSO / Cresce l'attesa per il deby lombrardo. Alla vigilia dell'evento contro l'Inter, valevole per la 28a giornata di Serie A, Gennaro Gattuso ha fatto il punto sul suo Milan intervenendo in conferenza stampa. Calciomercato.it ha seguito in diretta le dichiarazioni del tecnico: "Ogni derby ha una storia a sè. Non dobbiamo pensare al derby di quattro mesi fa. Sento dire che l'Inter è morta, che noi siamo favoriti. Ma nel derby non ci sono favoriti, bisogna rispettare l'avversario e prepararla bene - esordisce Gattuso - Voglio vedere una partita di intelligenza, cuore e voglia. Dmani 'San Siro' fa il record di incassi e dovrà essere il dodicesimo uomo. Dobbiamo rispettare l'Inter".

Gattuso si è poi soffermato sulla mentalità della sua formazione: "Penso sia una partita come le altre, ma alla fine mi preoccupa di più quello che può lasciare questa partita se le cose vanno male. Non so se è la partita più importante, ma noi possiamo fargli male così come loro a noi. Dopo questa mi preoccupano le altre dieci partite. E' un percorso che abbiamo cominciato. Calhanoglu ha detto una cosa importante, ovvero che è una partita che può servire a tutti. Io non sono abituato a pensare agli altri, io penso alla mia squadra". Inevitabile una domanda sulla chiave tattica del big match: "Noi dobbiamo essere bravi quando loro pressano - prosegue il tecnico - Loro fanno una pressione molto alta, all'andata non ci hanno fatto respirare e non ci facevano uscire dal nostro palleggio. Bisogna avere coraggio! All'andata non mi è piaciuto l'atteggiamento. Domani dobbiamo giocare con testa libera. La differenza la fa il collettivo. Pochi giocatori vincono le partite da soli".

Milan-Inter, il messaggio di Gattuso a Icardi e Spalletti

Gattuso ha anche analizzato alcuni temi scottanti in casa nerazzurra: "Spalletti a rischio? Io penso che in discussione sono i risultati. Non ho mai pensato a nessuno, ho sempre pensato a lavorare e a mettere la squadra in campo. Se stavo a pensare che era l'ultima partita, preparavo meno bene la mia squadra. Abbiamo sempre continuato a lavorare. Nessuna rivincita, noi dobbiamo continuare a fare risultati e far crescere i giocatori. Dobbiamo credere di tornare in Champions League. Il calcio è bello perché non solo io sono in discussione. Guardate Allegri, dopo Madrid non era buono a nulla, poi tutti si sono rimangiati quello che hanno detto. Fa parte del mio lavoro, bisogna continuare a lavorare. Mi sento un privilegiato a fare questo lavoro". Stuzzicato sul caso Icardi, poi, il tecnico del Milan ha parlato in modo chiaro: "Mi viene difficile rispondere. Dico solo una cosa per come vedo il calcio e lo spogliatoio: penso che anche il giocatore più forte al mondo deve avere rispetto degli altri componenti dello spogliatoio. Quando vedo che qualcuno non porta rispetto divento l'uomo più cattivo al mondo. Il rispetto deve essere fondamentale anche per le persone che girano attorno al giocatore. Ai giocatori chiedo di dire le cose in faccia. Il rancore si deve mettere da parte".

LA PREPARAZIONE - "Sono partite in cui bisogna parlare il meno possibile.

Quando giocavo mi dava fastidio che veniva qualcuno e punzecchiava - ammette Gattuso - Da allenatore sono uguale: sono altre le gare in cui bisogna punzecchiare. Ora già si sente che c'è un'aria diversa. Questa settimana abbiamo lavorato tanto sul campo: pochissime urla e poco incitamento. Di pressione c'è già abbastanza".

LA STAGIONE - "Siamo usciti al primo turno di Europa League facendo una figuraccia. Non dobbiamo cascare a questo gioco qui. Domani 75mila tifosi sono qualcosa che ci riempie di orgoglio. Dobbiamo rispettare una squadra forte che sta passando un momento negativo. Non dobbiamo dimenticare quello che abbiamo passato prima di loro. Non ci dobbiamo dimenticare le prime partite di questa stagione, dove abbiamo fato fatica. Per tredici gare abbiamo sempre preso gol".

SECONDO POSTO - "Dobbiamo riuscire ad arrivare in Champions League. In questo momento il Napoli ha un vantaggio molto ampio ed è una squadra molto forte. Dobbiamo concentrarci solo sulla partita di domani. Il Napoli ha qualcosa più di noi, è da anni che è sempre là. Ancelotti ha fatto tantissimo turnover in questi mesi. Concentriamoci sulla partita di domani. Io sono un asrto che non riesce ancora a finire bene i suoi vestiti, qualche risvolto sul pantalone ancora lo sbaglio. Non sono ancora un sarto al cento per cento".

LA CRESCITA - "Non so cosa c'è di me. Ho sempre pensato che l'allenatore incida il trenta o quaranta per cento. Poi serve un gruppo di lavoro, la disciplina. Bisogna rispetatre la società. Il merito è di questi ragazzi. Ci sono molti giovani che stanno crescendo giorno dopo giorno. I meriti sono dei giocatori, della società e qualcosa di mio e del mio staff".

LA STANCHEZZA - "Sulla parola stanchezza dovete fare attenzione. Con l'Atletico tutti pensavano che la Juve a livello fisico era morta. Poi sono venute fuori motivazioni, voglia, rabbia. La stanchezza non si sente. Bisogna vedere che stanchezza è. Se un giocatore è stanco perché fa fatica tatticamente o è stanco fisicamente. I miei giocatori non hanno stanchezza fisica. Penso che qualche giocatore a livello tecnico sta soffrendo un po' di più. Suso e Paquetà? Non faccio il mago, stiamo chiedendo un qualcosa in più a questi giocatori. Dobbiamo farlo anche se può mancare qualcosa a livello tecnico. Musacchio? E' cresciuto molto. Sbaglia poche palle, riesce a imbucare. Sento poche persone che notano questo".

IL CARATTERE - "Espulsioni? Se voglio diventare un allenatore bravo devo migliorare su questo aspetto. Non posso discutere con i giocatori avversari. Ho sbagliato e devo migliorare se voglio fare l'allenatore di un certo tipo. Devo gestire queste situazioni. Io non ricordo cosa ho detto, sono stato me stesso. Le partite le vivo così".

CALCI PIAZZATI - "Da tre o quattro partite stiamo prendendo alcune punizioni dal limite. Possiamo prenderne molte di più. Il giorno prima della partita faccio calciare le punizioni. Suso, Calhanoglu e Biglia calciano bene. Dobbiamo prendere qualche punizione in più".

RABBIA - "Sono d'accordo con Spalletti quando dice che non dobbiamo fare a botte. Bisogna quantificare cosa vuol dire rabbia. Ci vuole testa e lucidità, poi vediamo. Domani bisogna avere tanto rispetto per l'avversario".

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