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  • Rapid Vienna-Inter, Spalletti: "Siamo qui per vincere. Icardi? Messo in imbarazzo squadra e società"
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Rapid Vienna-Inter, Spalletti: "Siamo qui per vincere. Icardi? Messo in imbarazzo squadra e società"

Il tecnico nerazzurro prima della sfida di Europa League contro gli austriaci

RAPID VIENNA INTER SPALLETTI / In casa Inter l'argomento del giorno è senz'altro il caso di Mauro Icardi, a cui è stata tolta la fascia di capitano. L'Inter però dovrà concentrarsi con attenzione alla sfida di domani in programma in Austria contro il Rapid Vienna. Calciomercato.it ha seguito la conferenza di Luciano Spalletti, ecco le sue parole.

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RAPID VIENNA - "Il loro 4-2-3-1 è un modulo molto diffuso in Italia. Sono una squadra molto ordinata, il fatto che non abbia mai subito gol su questo campo è esplicativo del loro modo di fare calcio. Sono molto attenti e consapevoli del loro obiettivo, in più hanno molto carattere altrimenti non si vince in casa dello Spartak Mosca.

Hanno passato il turno in un girone difficilissimo e gli si fanno i complimenti. Ma noi siamo venuti qui per vincere".

ICARDI- "Ripeto, è stata una scelta difficile e dolorosissima, però l'abbiamo presa condivisa con tutte le componenti della società e fatta esclusivamente per il bene dell'Inter. A Parma sono stato male interpretato, io non mi occupo di contratti ma era ed è evidente che ci sono delle cose da mettere a posto. La sua reazione di oggi lo dimostra. Queste cose poi hanno messo e mettono in imbarazzo la squadra e la società. Nei prossimi giorni ci sarà la possibilità di ulteriori chiarimenti, ora dobbiamo concentrarci solo sulla sfida di domani. Ulteriori provvedimenti? Sono tutti passaggi che scaturiranno da questa decisione, anche se per noi non cambia niente dal punto di vista di gestione del giocatore. E' tutto come prima. Vogliamo usarlo per le qualità del calciatore perché è forte. Adesso però basta domande su Icardi, per rispetto dobbiamo dedicare del tempo alla partita". Rivolto al giornalista, "lei era molto attento a Roma e mi ha seguito a Milano, adesso deve avere pazienza e parlare di calcio, altrimenti è meno bravo".

LAUTARO - "Lui è uno altrettanto forte che ha giocato poco e che ha dimostrato che il soprannome 'Toro' non è affatto casuale. Da lui e da tutti gli altri ci aspettiamo il contributo di sempre".

 

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