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Roma-Porto, De Rossi: "Kolarov? I tifosi si fidino di me"

Il capitano giallorosso presenta l'andata degli ottavi di finale di Champions League

ROMA PORTO DE ROSSI / Primo atto, domani sera, per la Roma negli ottavi di finale di Champions League. All'Olimpico arriva il Porto per il match d'andata, ritorno tra tre settimane in Portogallo. Sfida da non sbagliare per i giallorossi, che vorranno anche vendicare il preliminare dell'estate 2016, con i lusitani che vinsero per 3-0. Daniele De Rossi parla in conferenza stampa, Calciomercato.it ha seguito per voi le parole del giocatore giallorosso.

KOLAROV - "Se si ricomponesse la frattura sarei il più contento del mondo, Alex per me è un fratello. I tifosi si fidino di me, è un grande professionista. Non è romanista fin da piccolo, ma da' sempre tutto quello che può, giocando anche quando è in difficoltà. Lo preferisco a quelli che baciano la maglia ma poi si fermano al primo dolorino oppure storcono la bocca se giocano fuori ruolo. I tifosi diventano nervosi quando i risultati non ci sono, ma bisogna essere uniti".

CHAMPIONS - "La semifinale dell'anno scorso ci da' esperienza e un valore aggiunto per essere più pronti. Il Porto è comunque abituato a giocare queste partite.

L'esperienza di un anno fa addirittura ci fa dire che siamo stati sfortunati e poteva finire meglio, ora dobbiamo preparare al meglio la gara di domani".

ASSENZA INFORTUNIO - "In quel periodo i risultati non hanno rispettato le prestazioni che abbiamo fatto, avremmo meritato più punti nel periodo in cui non ci sono stato. Si vedeva che quando prendevamo un gol non c'era subito la forza di reagire, ma a parte la gara con la Fiorentina la prestazione c'è sempre stata".

STADIO - "E' sempre casa mia, io credo di aver fatto lo stesso percorso di Totti. La gente mi ama ma qualche detrattore è normale che ci sia. L'affetto dei tifosi lo sento, è giusto sentire anche rumoreggiare se le cose non vanno bene".

DI FRANCESCO - "Il mister ha un'idea di calcio che non cambia a seconda degli eventi, sa capire quali sono i nostri problemi se le cose vanno male. L'umore dell'allenatore è fatto di alti e bassi come quello dei giocatori, ma ha sempre tenuto la barra dritta. In questa città non è facile rimanere saldi di testa e di polso, ha avuto dei grandi meriti. Abbiamo avuto momenti negativi, in cui si è parlato anche del suo futuro. Baratro? Siamo quinti e negli ottavi di Champions, ho visto momenti in cui eravamo quartultimi...".

 

 

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