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Inter-Cagliari, Spalletti: "Proteggiamo Martinez". E 'rimanda' Nainggolan

Le parole in conferenza stampa dell'allenatore nerazzurro

INTER CAGLIARI CONFERENZA / Conferenza stampa per l'allenatore dell'Inter Luciano Spalletti alla vigilia della sfida contro il Cagliari: a tenere banco lo stato di forma di Icardi, le condizioni di Lautaro Martinez ma anche l'autobiografia di Francesco Totti con i passaggi che coinvolgono il tecnico nerazzurro. 

Prima della conferenza Spalletti ha risposto alle domande dei tifosi:

LAUTARO E VRSALJKO - "E' a disposizione ma ha passato un lungo periodo senza giocare e dobbiamo vedere dal punto di vista del monitoraggio. Vrsaljko invece non è ancora pronto". 

ULTIME TRE PARTITE - "Abbiamo fatto poco in più e i risultati già ci hanno premiato". 

Inizia la conferenza

SETTIMANA DELLA VERITA' - "Si può chiamare così: ci può rimettere in corsa con le prime della classifica, cosa che dopo i primi risultati sembrava difficile. Siamo nelle condizioni di rivedere quelle che sono scappate se riuscissimo a far bene questa settimana". 

CRESCITA - "Siamo in una fase di crescita, se siamo bravi possiamo veramente vedere qual è il nostro massimo. Certo passa tutto attraverso i risultati, l'entusiasmo. Un percorso che non riguarda solo 11 calciatori, ce ne vogliono 18, 20, tutti quelli che abbiamo: queste partite bruciano molto dal punto di vista mentale e poi è difficile da recuperare completamente". 

MARTINEZ - "E' importante, è un calciatore che ha nel DNA di essere il terminale offensivo, di sapere anche palleggiare con i compagni. E' un giocatore caratterialmente forte, tosto.

Se riusciamo a mantenerlo così, perché c'è il rischio che quelli che si portano qui invece di mantenere lo status perdono qualcosa. E' già successo, cercheremo di proteggerlo il più possibile, come altri giocatori che hanno preso e hanno fatto bene quando arrivati. E' possibile vederlo dal primo minuto domani". 

FIORENTINA - "Qualche battuta dalla Toscana l'ha ricevuta, ma le riconsegno a voi con tanto di pacchetto. A chi non ha voluto spiegare la dinamica in modo corretto di come sono andate le cose. Dal punto di vista loro hanno anche ragione: se gli si fa vedere che è stato subito un torto, uno reagisce. Ma se uno la spiega bene, la palla il difensore della Fiorentina la prende con la mano. E' netto il fallo di mano, sul campo si è visto chiaramente: la palla cambia completamente direzione. Ci sono cose facilissime da vedere, poi se si fa vedere solo il tocco dei polpastrelli. Rigore o no non me ne frega niente, ma se si mette il tocco di mano non ci posso stare. Come la prima ammonizione di Asamoah, nasce tutto da un fuorigioco. Poi se si vuole far casino, si fa casino. I fatti veri sono questi". 

NAINGGOLAN - "Da 1 a 10 sta dando 6, appena sufficiente per le sue potenzialità. Deve riuscire a trovare quella condizione che per il momento non ha avuto la possibilità di trovare. E' uno che quegli strappi li può fare ogni 2-3 minuti, invece li sta facendo 2-3 per tempo: sono pochi". 

FLESSIONE - "Non capisco questi momenti di flessione che ci capitano, tipo dopo il pareggio della Fiorentina o all'inizio del secondo tempo contro il Torino. Queste abbassate di autostima, di personalità, di sicurezza nei nostri mezzi. Siamo arrivati qui senza che nessuno ci ha regalato niente e ci vuole per forza il ghigno del calciatore che ambisce a qualcosa di importante". 

 

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