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  • Paris Saint-Germain, Buffon: "Dimostrerò di essere ancora un grande portiere"
    © Getty Images
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Paris Saint-Germain, Buffon: "Dimostrerò di essere ancora un grande portiere"

Conferenza di presentazione per il portiere italiano

PARIS SAINT-GERMAIN BUFFON / Presentazione in grande stile per Gigi Buffon: il Paris Saint-Germain ha deciso di fare le cose in grande per l'approdo del proiere sotto la Torre Eiffel. La firma dell'estremo difensore è stata ufficializzata qualche giorno fa: per l'ex capitano della Juventus un contratto di un anno con opzione per una seconda stagione. Oggi la conferenza con le prime parole di Buffon da calciatore del Psg: Calciomercato.it seguirà in diretta le dichiarazioni del nuovo numero uno dei transalpini. 

AL KHELAIFI - "E' un onore presentare Buffon: è un grande portiere, un grande leader". 

BUFFON - "Buongiorno. sono molto contento e eccitato per questa nove avventura. Ha un'energia particolare, io non so se è così per la magia di Parigi, per il supporto dei tifosi e del presidente (ha pronunciato questa frase in francese, ndr). Ora preferisco rispondere in italiano che per me è ancora più facile al momento". 

SORPRESA- "E' stata una sorpresa di inizio maggio, molto gradita per me perché sicuramente stavo già programmando un altro tipo di futuro ma dentro di me ho sempre avuto l'ambizione e la speranza che accadesse un qualcosa perché sentivo di avere ancora qualcosa di importante da dare. Ed è accaduto così perché la vita è imprevedibile". 

CHAMPIONS - "Ho cominciato prima del Psg di cercare di vincere la Champions. Ma non è l'ossessione mia e del Psg: si è creata questa situazione ed io ho accetato volentieri perché penso che ci siano le condizioni per migliorare come calciatore e come persona. E credo anche di poter contribuire a far sì che il Psg in campo possa migliorare un pezzettino in più e possa ambire a traguardi sempre più importanti. Quando inizia una stagione non si può racchiudere tutto con l'obiettivo Champions perché saresti un pazzo totale e qui non siamo pazzi". 

NUMERO 1 - "Sono sempre stato titolare e mai nessuno da prima mi ha detto che sarei stato titolare. Sono sempre stato un giocatore che sul campo si è conquistato la titolarità: questo è lo sport, questa è la competizione. E' chiaro che ho 40 anni ma godo di un ottimo stato di salute e mentale. So che per raggiungere certi risultati c'è bisogno dell'aiuto di tutti e tutti possono ritagliarsi uno spazio da protagonisti nella stagione.

Io farò di tutto per mettere in condizioni i miei compagni, gli altri portieri di rendere al massimo: chiaramente voglio dimostrare di poter essere ancora un grande portiere e credo che lo farò". 

GIOCARE AD ALTO LIVELLO - "Quando avevo 32 anni credevo di avere massimo altri due anni davanti, poi uno, poi sono arrivati a 36-37 e ora a 40. Non mi voglio più fare questa domanda perché lo trovo sbagliato e trovo che mi crei una situazione di negatività di cui non ho bisogno. Voglio giocare finché sto bene e dimostrerò di essere tra i migliori, quando non succederà più sarò il primo a dire di voler smettere". 

LASCIARE L'ITALIA -  "Ho fatto 10 anni a Parma e 17 alla Juventus e soprattutto a Torino mi ero creato una zona di comfort considerevole. Questo non mi è mai piaciuto perché mi sono sempre piaciute le sfide. Iniziare una nuova avventura, vivere certi momenti di disagio parlando una nuova lingua con altri compagni mi permetterà di migliorare. Non potevo dire di no anche se ho 40 anni". 

MATUIDI - "Blaise è una persona speciale e l'affetto reciproco e l'empatia che abbiamo creato era molto forte. Quando ha saputo di questa possibilità mi ha incitato a venire. Sapendo quando lui mi vuole bene, ciò che mi ha detto e il suo pensiero credo fosse vero e gli ho dato ascolto". 

NEYMAR - "Momenti difficili li abbiamo passati tutti nella nostra carriera, sono delle tappe che se le affronti nel modo giusto e con il coraggio giusto ti fanno migliorare tantissimo. Un campione con Neymar da una delusione come quella del Mondiale può arrivare qui con un desiderio di rivincita incredibile e di tutto questo ne gioveranno i suoi compagni e il Psg". 

ITALIA - "Credo che tutti vorranno l'Italia alla prossima competizione importante perché quando ci mettiamo a gufare non facciamo andare avanti nessuno visto che sono uscite tutte le grandi tranne la Francia. Se ci mettiamo possiamo far uscire anche la Francia ma credo invece che è lei ora la favorita".

SQUALIFICA IN CHAMPIONS - "Non so se avrebbe potuto essere un freno, è una valutazione che doveva fare la società visto che la mia decisione di venire a Parigi non dipendeva dalla squalifica. Le tre giornate sono una decisione che rispetto, punto. L'arrabbiatura è passata e non faccio polemiche inutili". 

ASSENZA DI CARATTERE - "Il Psg negli ultimi anni è la squadra che ho seguito di più perché mi incuriosiva davvero tanto perché composta da grandissimi nomi ma non riusciva mai a fare il salto di qualità. Credo che, come in tutte le cose, ci vuole tempo e il Psg si affaccia a un tipo di calcio da pochi anni. E' in miglioramento e l'identità della squadra dipende molto dall'allenatore". 

LIGUE 1 - "E' un campionato che grazie agli investimenti del Psg è più seguito e più competitivo. Poi ci sono squadre di grande tradizione e giocare in quegli stadi è un'esperienza sempre bella. Vivere di queste emozioni è determinante". 

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