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  • Milan-Fiorentina, Gattuso: "Suso ko. Sono preoccupato, se vinciamo faccio 30 km a piedi!"
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Milan-Fiorentina, Gattuso: "Suso ko. Sono preoccupato, se vinciamo faccio 30 km a piedi!"

Calciomercato.it vi offre le parole del tecnico rossonero alla vigilia della gara del 'Meazza'

MILAN FIORENTINA CONFERENZA STAMPA GATTUSO / Evitare il 'rischio' dei preliminare. Domani il Milan ospita la Fiorentina - ancora aggrappata al sogno Europa League - con questo obiettivo prefisso nella testa: bisogna vincere per evitare l'eventuale sorpasso dell'Atalanta che costringerebbe il 'Diavolo' ad iniziare la prossima stagione in anticipo, proprio come avvenuto quest'anno. Alla vigilia della sfida del 'Meazza', il tecnico rossonero Rino Gattuso fa il punto sulle ultime news Milan in conferenza stampa. Ecco le parole raccolte da Calciomercato.it.

Milan-Fiorentina, la conferenza stampa di Gattuso

TIFOSI - "Mercoledì ho chiesto in sede come fosse la prevendita, siamo intorno ai 53.000. Non avevo dubbi. Domani inizia il nostro campionato, dobbiamo ripartire da domani. Se saremo in 60.000, dovremo ripartire da lì, da una prestazione convincente. Non sarà assolutamente una partita facile, conoscendo il loro allenatore e la professionalità della Fiorentina".

DIFFERENZE - "Abbiamo iniziato questo campionato nella gara di andata? Fu una partita di grandissima sofferenza, abbiamo giocato con il coltello fra i denti. Eravamo stanchi, ma eravamo un Milan diverso. A tratti abbiamo perso questa caratteristica. La svolta, però, è stato il derby di Coppa Italia, non la sfida di Firenze".

SUSO - "Non possiamo fare niente, si è fatto male sull'ultima punizione in allenamento. Ce ne faremo una ragione: non serve il nome importante, può giocare anche uno della Primavera, basta che ci sia veemenza. Questa vittoria ci serve".

PERICOLI - "Sono molto preoccupato, lo sanno anche i ragazzi. Negli ultimi giorni ripeto sempre le stesse cose. Ho giocato a calcio, quando una squadra non ha niente da perdere gioca in maniera spensierata. Ho visto una squadra concentrata, si sono parlati tra di loro due volte nello spogliatoio, è stato un bel segnale. La Fiorentina ha cambiato tanto, ha molti giovani interessanti. Quando attaccano la profondità fanno paura, dovremo fare attenzione".

DONNARUMMA - "Correggetemi se sbaglio, ma Donnarumma non ha tirato la maglia ai tifosi domenica scorsa a Bergamo. In questo momento è un dato di fatto che ha commesso qualche errore tecnico, ma per quello che ha passato, bisogna capirlo. E' un anno che si parla di lui. Lui ci ha messo del suo, ma bisogna lasciarlo tranquillo. Ciò che non va dimenticato è che è un patrimonio della società. Ora dobbiamo lasciarlo tranquillo, questa settimana ha lavorato. Devo ringraziarlo, altri giocatori avrebbero potuto tirarsi indietro. Gli fa onore. Futuro? Lui e la società decideranno cosa fare"

GAP LAZIO-INTER - "Non sono ipocrita, c'è tanta differenza tra Champions League ed Europa League. Però non dobbiamo dimenticarci da dove veniamo. Non parlo solo della gestione di Vincenzo (Montella, ndr), nche io ne ho combinato. Con il Benevento, per esempio, con tutto il rispetto, avremmo dovuto fare 5 punti in più. Sono sicuro che se a Torino con la Juve fosse andata diversamente, poteva succedere altro. Ma con i 'se' e i 'ma' non si va da nessuna parte".

JUVENTUS - "La Juventus in questo momento è imbattibile perchè ha grande programmazione, fa mercato 3/4 mesi prima, è una delle poche squadre in Italia ad avere lo stadio di proprietà.

Oggi la Juve è inarrivabile per la sua programmazione, non è forte solo sul terreno di gioco".

PARAGONE ROCCO - "Ogni tanto nei momenti di difficoltà, parlo con la sua statua che c'è qui a Milanello, mentre bevo un caffè. Per me è un onore essere qui, è casa mia. Mi sento capo ultrà del Milan, ma quando hai queste pressioni addosso, le senti tutte. Sono qui da 5 mesi, ma mi sembrano 50 anni considerando le fatiche mentali. Da giocatore potevo abbattermi un po', adesso non devo mollare, devo dare segnali alla squadra. Il mio stato d'animo, questa settimana, non è stato dei migliori, ma devo sempre essere positivo".

BILANCIO - "Cambia molto, sia professionalmente che per il club, arrivare sesto o settimo. Se arriviamo sesti, facciamo dieci giorni a Milanello, mettendo benzina nelle gambe. Se arriviamo settimi, dobbiamo fare tutto in fretta e furia, giocando ogni giovedì dal 26 luglio. Sono molto più preoccupato questa settimana rispetto a quella della partita con la Juve. Sono molto preoccupato, ieri Frosinone-Foggia è stato l'esempio. Tutto questo mi piace, erano anni che c'erano risultati scontati". 

RIMPIANTI - "Con una condizione fisica accettabile, qualche giocatore avrebbe potuto riposare, senza tirargli il collo. Si tocca con mano che siamo una squadra stanca, abbiamo fatto 57 partite, il modo di cambiare è stato cambiato radicalmente. Abbiamo avuto la fortuna di non avere infortuni, il merito è della parte medica. I rimpianti ci sono sempre, ma a me piace cambiare, non sono fissato con il 4-3-3, ad esempio. Però bisogna lavorarci, in vista dell'anno prossimo ci proveremo, serve tempo. In questo momento non si sembra corretto improvvisare". 

NUOVO MODULO - "Penso si sia visto che ogni tanto l'ho fatto, a partita in corso. Si può fare qualcosa di diverso, ma bisogna lavorarci con il tempo". 

SUPERCOPPA AGOSTO -  "Con la testa non ci sono ancora arrivato. Se domani vinciamo faccio 30 chilometri a piedi, penso solo a quello. Sarà affascinante, ma dovremo ricordarci che due settimane fa abbiamo preso quattro gol". 

MONTOLIVO - "E' stato il capitano del Milan, è qui dai tanti anni. Con lui ho avuto un rapporto schietto. Tante volte non era contento delle scelte, ma a livello professionale non posso rimproverargli nulla. Non ha sbagliato nulla a livello umano. Non posso dirgli nulla. Quando sei in clima partita anche se hai l'esperienza non è facile. Poi quando ti rivedi è diverso. Perché non ha parlato nel postpartita? In quel momento non se l'è sentita. A livello professionale Montolivo in questi mesi posso fargli solo i complimenti".

BUFFON - "Gli abbiamo fatto i complimenti per i suoi anni alla Juventus e per il campione che è, non molla mai. Se i giovani devono aspettare lui che smetta, dovranno aspettare ancora un bel po'. Tutto questo gli fa onore, c'è un grande rapporto con lui. Gli vogliamo tutti bene. Lui è quello che scrive meno di tutti, non è molto tecnologico, come me". 

‘CASO’ DE VRIJ - "Deve fare il professionista, assumendosi le responsabilità. Non capisco perchè non debba giocare. Fino al 30 giugno è pagato dalla Lazio, quindi se sta bene e vuole giocare, perchè non farl0? Solo in Italia facciamo queste polemiche. Chi lo conosce, mi ha detto che ha grande mentalità, ci tiene molto. Se domani gioca, farà anche una grande partita. Sono polemiche che lasciano il tempo che trovano".

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