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Juventus-Verona, Allegri: "Rispetto per questa squadra! Dopo il Napoli ero inadeguato..."

Il tecnico bianconero ha parla alla vigilia dell'ultima di campionato che segnerà anche l'addio di Gigi Buffon

JUVENTUS-VERONA ALLEGRI SCUDETTO BUFFON HIGUAIN  / Vigilia dell'ultima giornata di campionato. Juventus-Verona aprirà l'ultimo turno domani alle 15: per i bianconeri, sarà passerella, dopo la conquista del settimo scudetto consecutivo. Il quarto dell'era Allegri, che parla quest'oggi in conferenza stampa. C'è attesa per quanto potrà dire il tecnico livornese, che aveva annunciato nei giorni scorsi: "Se vinciamo, potremo divertirci a dire delle robe in più...". Calciomercato.it ha seguito per voi l'evento riportando le dichiarazioni più significative dell'allenatore bianconero.

Si parte, ovviamente, dall'ultima partita in bianconero del numero 1 e capitano Gigi Buffon: "Domani per lui è una giornata storica, dopo tanti anni lascia la Juventus. Per il futuro, ci penserà lui e saprà cosa fare. Però, l'importante è che domani sia una giornata bella in cui festeggiare lo Scudetto, la Coppa Italia e la carriera di Gigi con i bianconeri. Se contro il Verona riuscissimo a non subire gol, saremmo la squadra che per più partite ha mantenuto la porta inviolata. Buffon è stato un uomo importante all'interno dello spogliatoio, ho trovato un campione che è sempre un piacere vedere in allenamento e in partita, rende facile il difficile. Credo sia il più grande portiere che sia mai esistito".

Juventus-Verona, Allegri: "Non si può mettere in discussione questa squadra, ci vuole rispetto"

Il tecnico bianconero passa, poi, ad analizzare la stagione che si appresta a chiudere i battenti: "La Juventus quando parte la stagione lo fa per arrivare a marzo e lottare per tutti gli obiettivi. E' nel DNA delle grandi squadre. Si lavora per riempire il calendario, l'anno prossimo la squadra dovrà fare questo, anche se sarà ancora più difficile. Bisognerà alzare l'asticella e, soprattutto, ripartire da zero. I miei quattro anni racchiusi in quattro aggettivi: il primo anno è stato quello della consapevolezza, facendo bene anche a livello europeo. Nel secondo anno la tenacia ci ha contraddistinto dagli altri. Dopo dieci partite avevamo dodici punti, poi c'è stata una rimonta incredibile. Il terzo anno è stato quello della costanza, mentre questo è stato quello più bello, lo definirei dell'orgoglio. Abbiamo lottato fino all'ultimo col Napoli e ribadisco i complimenti alla squadra azzurra. Detto questo, ci vuole rispetto e chi non fa i complimenti a questa Juventus non ha rispetto del lavoro fatto dai giocatori in questo anno e negli altri. Non si può mettere in discussione e a confronto una squadre che vince quattro scudetti, quattro Coppa Italia e disputa due finali di Champions League con una squadra che ha fatto bene ma non ha giocato alcuna finale".

"La nostra è una rosa importante dove tutti hanno dato il proprio contributo.

Ha dato la dimostrazione di essere una squadra forte che anche nei momenti di difficoltà ha cercato i risultati. Devo ringraziare i giocatori per quello che mi hanno dato in questi quattro anni. Ogni stagione ci sono momenti di discussione con i calciatori, ma sono costruttivi. Ci sono alcuni in uscita come Lichtsteiner e Asamoah, per il resto ogni tanto i calciatori sono scontenti di andare in panchina. Ma in quale spogliatoio non c'è casino? E' importante che alla ripresa, però, chi resta sia convinto di fare una stagione ad alto livello. Chi non lo è, è giusto che chieda di andare via. Ci metteremo al tavolino e decideremo cosa fare con la società che è alla base della programmazione. Alla Juventus arriveranno sempre grandi giocatori e caratterialmente forti. In questo momento è uno degli otto club più importanti in Europa, trovare di meglio è difficile. Tutto passa dalla voglia e dal sacrificio".

Juventus-Verona, Allegri si toglie qualche sassolino: "Dopo la sconfitta col Napoli ero inadeguato..."

Continua Allegri in conferenza stampa: "Non devo dire io quali meriti ho, a me la cosa che fa piacere è che la squadra sia arrivata a vincere con me. Ma gli artefici delle vittorie sono loro, ogni tanto li ho aiutati a perdere. Nei momenti difficili, mi diverto di più. Quando diventano monotone le cose, perdo un po' le mie caratteristiche. Poi, se hai giocatori bravi è più facile che si vinca, così come con una società forte come la nostra. La cosa che mi fa un pochino arrabbiare è mettere in discussione questa squadra, vuol dire non essere obiettivi. Nello sport, quando uno arriva davanti ed è il migliore, bisogna stringere la mano e complimentarsi. Questo fa parte di un'educazione che spesso manca. Dopo la sconfitta col Napoli, ero praticamente un inadeguato a fare l'allenatore e tutti avevano dato lo scudetto a loro. Ma quella è stata la settimana più bella della stagione, tutti hanno mantenuto l'equilibrio e aspettato il loro passo falso, che poi c'è stato a Firenze. Higuain è stato determinante, ha fatto due gol decisivi a Napoli e contro l'Inter. Poi, durante l'anno, c'è anche la possibilità di stare in panchina e ogni tanto qualcuno deve restare fuori. Quest'anno la squadra ha giocato bene la prima parte di campionato, poi ho cambiato perché avevamo bisogno di più solidità. Ogni anno bisogna trovare stimoli nuovi e mettersi in discussione, poi vincere aiuta a vincere. C'è sempre qualcuno che vuole batterti e questo è stimolante". Infine, spazio alla formazione che domani scenderà in campo per l'ultima giornata di campionato: "Cuadrado e Bernardeschi non ci saranno. Giocheranno Buffon, Lichtsteiner, Alex Sandro, Marchisio. Davanti Dybala, Douglas Costa e Higuain. Per quanto riguarda Pinsoglio, alla fine vedremo se farlo entrare".

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