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Figc, Nicchi: "Vogliono minare la nostra serietà, si rischia una nuova Calciopoli!"

Il presidente dell'Aia ha parlato del momento che sta vivendo la classe arbitrale

FIGC NICCHI ARBITRI DIRITTO VOTO CALCIOPOLI / Sono settimane calde per l'Aia. La classe arbitrale rischia di perdere la propria quota di voto (2%) in Figc, una situazione che potrebbe portare ad uno sciopero dei fischietti, soprattutto per quanto riguarda le categorie inferiori dove il problema della tutela delle giovani leve è più attuale che mai. Di questo e di molto altro ha parlato il presidente dell'Aia Marcello Nicchi ai microfoni di 'Radio 1'. Queste le sue dichiarazioni raccolte da Calciomercato.it:  

Serie A, Nicchi: "Situazione drammatica per gli arbitri, sciopero non sarebbe una sorpresa"

MAZZOLENI - Direi che ieri Mazzoleni è stato uno dei tanti arbitri a fare bene. Ieri la nostra classe arbitrale ha dimostrato di essere il fiore all’occhiello di una Federazione che al momento non c’è.

SITUAZIONE - La situazione interna noi la definiamo drammatica perché non ci si rende conto delle difficoltà che sta incontrando la nostra classe. Ci sono una serie di problemi, come la violenza sugli arbitri, del budget e così via, si preoccupano solo del 2% della nostra rappresentanza nella Lega. Questa storia è paradossale. 

MINACCE OLIVER - Cosa ne penso? Mi preoccupo solo di migliorare il livello degli arbitri italiani. All’estero ci saranno personaggi preposti a migliorare i loro arbitri. Noi al momento siamo il fiore all’occhiello di una Federazione che ancora non c’è, ma si cerca di andare ad intaccare la nostra autonomia. Queste sono cose che vanno a turbare la tranquillità degli arbitri in un momento molto particolare, dove si avvicina ai finali di stagioni con play off, play out…

SCIOPERO - Io sto cercando di evitare proprio questo. Però se qualcuno la domenica non dovesse trovare l’arbitro non si deve sorprendere. Sto cercando di evitarlo, ma le sezioni non ce la fanno più. All’estero ognuno ha i propri diversi statuti, dove tutti quanti partecipano alle votazioni del presidente della Federazione. E’ incredibile che vogliano toglierci il diritto di voto. Vogliono indebolire il peso degli arbitri, la nostra serietà e potrebbe essere l’inizio di una nuova Calciopoli. Accuse gravi? No, sono dati di fatto. 

PROBLEMI - Non ci si preoccupa minimamente dei rimborsi in ritardo. C’è un’organizzazione che non funziona: il rimborso non può essere dato ad un ragazzo dopo sette mesi. La violenza poi è un altro tema che sto combattendo da dieci anni. Domenica un arbitro di 18 anni è stato picchiato e mandato all’ospedale da un energumeno di 32. E’ imbarazzante… arriveremo al punto in cui i genitori non manderanno più i ragazzi ad arbitrare.

Ma di cosa ci lamentiamo? Le famiglie non possono permettersi di finanziare i propri ragazzi perché i rimborsi arrivano tardi. Sono tutti i giorni, in tutti i campi, a difendere la base. I grandi arbitri si difendono da soli: sono il nostro orgoglio ed un punto di riferimento della base. Però noi oggi dobbiamo difendere questi ultimi perché nessuno pensa a loro.

NUOVA CALCIOPOLI - Il nesso sul 2% del nostro diritto di voto? Vogliono mettere le mani sugli arbitri. Ciò significherebbe dire la propria sulle designazioni, noi siamo bravi perché siamo autonomi. Calciopoli all’epoca nacque perché qualcuno andava a parlare con gli arbitri, oggi noi siamo una garanzia per il mondo del calcio. 

REAL MADRID-JUVENTUS - Quello che è successo a Madrid lo deve gestire l’organismo internazionale. Non dò giudizi tecnici perché sarebbe scorretto, quello che posso dire è che Buffon è un grandissimo campione. Ma a certi livelli bisogna fare attenzione a quello che si dice perché ci sono molti bambini che ascoltano. Fosse successo in Italia? Io avrei difeso sicuramente l’arbitro, perché non può essere minacciato né prima, né durante, né dopo. Le parole di Agnelli? Cosa posso dire io? Non posso interferire sul modo di pensare di un dirigente italiano.

VAR - La Var è uno strumento che funziona, sicuramente migliorabile, ma è da tutti accettato e voluto. Chiaro che ci sono cose che non fanno parte di una visibilità, ma durante una partita l’addetto al Var si scambia opinioni con l’arbitro decine di volte. Poi ci sono occasioni in cui l’arbitro deve andare a vedere il monitor. Ad ogni modo è sempre l’arbitro che decide, questo è un caposaldo che deve rimanere. In caso di dubbio deve andare a visionare il monitor. 

GOL MUNTARI - E’ ovvio che se all’epoca ci fosse stata la Var quell’errore non ci sarebbe stato. 

ESTERO - Credo che tutti le altre federazioni si stanno attrezzando per seguire il nostro esempio. Non ho sentori di gente che dice di togliere la Var, semmai si sta cercando di implementarla. 

DESIGNAZIONE COLLINA - La scelta di Oliver? Avrà valutato che Oliver era in grado di gestire un match come Real Madrid-Juventus, proprio come fa Rizzoli in Serie A. 

DIRITTO DI VOTO - Votare non pregiudicherebbe la nostra autonomia? L'arbitro deve votare perché è un diritto democratico. Proprio come una persona va votare al Governo per il partito che più che lo rappresenta. E' un principio democratico di questo Paese e non capisco perché non dobbiamo avere questo diritto. Che poi è un merito al nostro lavoro, perché il 2% è una quota residuale...

 

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