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Milan-Arsenal, ESCLUSIVO Lupoli: "Tifosi 'Gunners' arrabbiati. Wenger può lasciare"

L'ex calciatore della società londinese, attualmente alla Fermana, ha parlato dell'esperienza in Premier e della sfida di Europa League

MILAN-ARSENAL LUPOLI WENGER ESCLUSIVO EUROPA LEAGUE - C'è un po' di 'Gunnersismo' anche in Italia e per andarlo a trovare bisogna scendere in Serie C, a Fermo, dove a fare le fortune della neopromossa Fermana c'è Arturo Lupoli che a Londra, nell'Arsenal, è cresciuto, diventato uomo e calciatore. In esclusiva a Calciomercato.it l’attaccante, allenato oggi da mister Flavio Destro (papà di Mattia), parte proprio parlando dei canarini: "Esperienza positiva, c'è entusiasmo e voglia di fare bene. Una piazza ideale, la dimensione che faceva il caso mio e sono molto soddisfatto della stagione. La squadra è una neopromossa ma l'ambiente e il clima che si respira è ottimo: stiamo raggiungendo gli obiettivi prefissati".

Esperienza inglese al servizio della squadra.

"In Inghilterra il calcio diverso, ci sono altri tipi di prerogative rispetto al nostro ma in Italia il livello è ottimo, soprattutto dal punto di vista del gioco".

I primi passi li hai mosso proprio all'Arsenal, avversaria del Milan questa sera.

"L'Arsenal è stata una famiglia per me, mi ha accolto alla grande a 17 anni quando era piena zeppa di campioni e arrivava da una vittoria in Premier League: era l'Arsenal imbattibile.

Per me ha rappresentato il passaggio da settore giovanile a giocatore: mi sono rapportato con giocatori di livello internazionale, fantastici".

San Siro ritrova Wenger, un mostro sacro del calcio europeo che tu hai conosciuto.

"Wenger mi ha dato l'opportunità di esordire in Premier League, FA Cup e Coppa di Lega e feci panchina anche in Champions League nell'anno che abbiamo giocato anche la finale. È un allenatore e un uomo eccezionale e fatico ad immaginare la sua figura lontano dai Gunners ma nel calcio, come nella vita, ci sono cicli e momenti. Ci sta che si possa cambiare dopo tutti questi anni ad alti livelli".

Come mai questo calo?

"Dal 2007, con l'avvento dell'Emirates, sono cambiate le strategie: i grandi giocatori hanno lasciato o sono stati venduti, come Henry, Pirès, Ljungberg o Bergkamp e il nuovo corso non ha portato i risultati sperati o certamente non ha raggiunto quel livello di cui ci si era abituati".

La pressione può influire negativamente sul rendimento di stasera dei Gunners?

"Mah... La pressione si avverte in maniera minore che in Italia. Lì solo l'ultima pagina di ogni quotidiano parla di calcio senza quotidiani sportivi. La cronaca e il gossip suscitano maggiore interesse. I tifosi comunque sono arrabbiati e stanno manifestando in maniera importante la loro delusione".

Ricordi in maniera particolare qualche tuo compagno?

"Ho ricevuto consigli da giocatori di classe e qualità mondiale. Con Fàbregas, Senderos e Clichy avevo legato in maniera particolare. Abbiamo vissuto bei momenti in campo e fuori".

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