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Juventus-Tottenham, Allegri tra modulo e formazione: tutti gli errori

Il pareggio nell'andata degli ottavi di Champions all'Allianz Stadium per 2-2 complica le cose in vista del ritorno

CHAMPIONS JUVE TOTTENHAM ALLEGRI - Alzi la mano chi dopo i primi nove minuti di Juventus-Tottenham, andata degli ottavi di finale di Champions League, non ha pensato che per i bianconeri il passaggio del turno sarebbe stato una passeggiata. E, invece, la squadra di Mauricio Pochettino ha iniziato a sciorinare gioco e prendere il sopravvento, soprattutto nella zona nevralgica del campo, costringendo i campioni d'Italia uscenti al solo contenimento. Ovviamente, se Higuain avesse realizzato il gol del 3-0 in contropiede, la partita avrebbe preso una piega diversa (così come se avesse realizzato il 3-1 su rigore alla fine del primo tempo).

Ma così non è stato, il solito Harry Kane, che già aveva impegnato severamente Gigi Buffon, ha rimesso in partita gli 'Spurs'. E nella ripresa ci ha pensato Christian Eriksen su punizione, con l'evidente complicità del capitano bianconero, ha rimettere le cose a posto rimandando il discorso qualificazione alla sfida di Wembley: la Juventus dovrà cercare, per forza di cose, la vittoria (o il pareggio dal 3-3 in su) per approdare ai quarti di finale di Champions. Non sarà una cosa per niente semplice.

Juventus-Tottenham, affanno a centrocampo: nel mirino le scelte di Allegri

Com'è normale che sia, è tanta la delusione tra i tifosi e gli stessi calciatori. A caldo, Massimiliano Allegri si è lasciato andare ad uno sfogo dopo le critiche piovute addosso alla squadra dall'ambiente bianconero: "Qui ci sono degli alti e bassi esagerati nell'ambiente. C'è bisogno di dottori bravi, ma molto bravi.

Tra vincere e perdere passa poco. Questa è la Champions". Ma è giusto anche sottolineare gli errori che l'allenatore toscano ha fatto in questa partita, a cominciare dalla disposizione in campo della squadra, tornata al 4-2-3-1. Linea mediana che, a parte i primi 10 minuti, non ha retto la forza d'urto dei centrocampisti del Tottenham: Dembelé e Alli hanno imperversato su tutto il fronte, ma è stato Eriksen il vero ago della bilancia. I continui movimenti del 25enne danese hanno messo in serissima difficoltàKhedira e Pjanic, poco aiutati anche dagli attaccanti in copertura, mentre lo stesso bosniaco veniva preso in consegna e silenziato da Dier. Un vortice nel quale è finita tutta la squadra. La scelta di tornare all'antico, complice anche l'indisponibilità di Matuidi, non ha pagato.

Ma, probabilmente, i due gol di vantaggio hanno fatto 'sedere' l'undici di Allegri che raramente è riuscito ad uscire dal guscio. L'ingresso di un terzo centrocampista, avvenuto solo 72' (Sturaro per l'acciaccato Mandzukic), avrebbe probabilmente giovato alla squadra che ha pagato l'inferiorità numerica in mediana. Il 4-3-3 che ha dato solidità è, al momento, l'abito migliore per questa Juventus. Un modulo che probabilmente verrà utilizzato anche a Londra, nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League in programma il prossimo 7 marzo. Con Dybala e Matuidi armi in più per Massimiliano Allegri.

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