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Italia, resa dei conti: Tavecchio, Ventura e tutti gli scenari

Dal Consiglio Federale di oggi le prime risposte dopo l'addio al Mondiale: cosa succede se il numero uno Figc resta o va via

ITALIA FIGC TAVECCHIO VENTURA ANCELOTTI / Il botto è stato forte. Lo 0-0 di San Siro contro la Svezia, che ha condannato l'Italia a guardare in televisione i Mondiali di Russia 2018, è stato un verdetto durissimo per tutti. Se i giocatori azzurri ci hanno messo la faccia, le componenti istituzionali, a cominciare dal Ct Ventura fino al presidente Figc Tavecchio, hanno invocato 48 ore di riflessione per decidere il da farsi. Il termine è quasi scaduto, è il momento del redde rationem: oggi, alle ore 16, la riunione straordinaria convocata in Consiglio Federale darà le prime risposte dopo l'Apocalisse di lunedì sera. Dal probabile esonero di Ventura alle decisioni del presidente Tavecchio, dalle candidature per il nuovo Ct (Ancelotti e Mancini i nomi più caldi) al possibile ribaltone in Figc con l'addio dell'attuale numero uno, ecco tutti i possibili scenari di oggi.

Italia, addio Ventura: chi al suo posto?

Tra le news Italia, la prima e più scontata appare l'esonero di Gian Piero Ventura. Aver fallito, per la prima volta dopo 60 anni, la qualificazione al Mondiale è una macchia troppo grande, considerando anche la clamorosa involuzione di gioco degli azzurri dopo il pesante ko a Madrid contro la Spagna. Ventura ha rifiutato l'ipotesi delle dimissioni, probabile si attenda, per il verdetto ufficiale della risoluzione del contratto, soltanto la definizione della buonuscita del Ct, ma la decisione è di fatto già presa. E a questo punto scatta il toto-sostituto: i nomi più caldi sembrano quelli di Ancelotti e Mancini, ma non sono da scartare il Conte-bis o un'investitura di Allegri sulla panchina dell'Italia. Ma in tal senso, la trama si complica. Servirà, prima, capire quale sarà il destino dell'altro grande accusato delle ultime ore per il flop degli azzurri.

Italia, le tre strade per Tavecchio: resta, si dimette o...

Parliamo, ovviamente, del presidente Figc Carlo Tavecchio, finito ancora una volta nell'occhio del ciclone. Per la scelta, rivelatasi fallimentare alla prova dei fatti, di Ventura ma anche per una gestione complessiva che su tanti aspetti non ha convinto. In tanti, nelle ultime ore, hanno 'consigliato' il numero uno della Federcalcio di dimettersi, a cominciare dal presidente del Coni Giovanni Malagò. Il quale però ieri ha prontamente chiarito di non poter procedere al commissariamento della Figc, in mancanza di irregolarità amministrative, nella giustizia sportiva o nello svolgimento dei campionati. Dunque, i possibili scenari da questo punto di vista sono tre. Tavecchio può decidere di restare al suo posto o di dimettersi, ma la seconda ipotesi al momento sembra da escludere. La terza via potrebbe essere quella della sfiducia, da parte delle componenti federali, verso il presidente. Ma anche questo è difficile che accada: a poca distanza dalla possibile soluzione dell'impasse legata all'elezione dei presidenti delle leghe di Serie A e B, in molti tra i presidenti sembrano orientati a confermare la fiducia a Tavecchio. Anche la Lega Pro sembra voler mantenere lo status quo, così come la Lega Nazionale Dilettanti, capeggiata da Carlo Sibilia. Sibilia sarebbe l'indiziato numero uno per sostituire Tavecchio, ma potrebbe non avere i numeri per il ribaltone e non intenderà rischiare in questo modo, a pochi mesi dalle elezioni politiche dove correrà presumibilmente per un posto in Senato. Da ieri, circola anche una suggestione legata a Pierluigi Collina, ma in questo momento sembra davvero l'opzione meno probabile.

Italia, da Maldini a Buffon e Totti: gli ex 'in campo' per cambiare tutto

Dovesse restare al suo posto, dunque, Tavecchio potrebbe provare il tutto per tutto per un grande nome, come Ancelotti Mancini, per tentare il rilancio. Nell'ipotesi, come detto remota, in cui la guida ai vertici della Federcalcio cambiasse, l'Italia potrebbe ripartire da un tecnico più giovane alla Montella, alla Di Francesco o alla Inzaghi, o da un allenatore già all'interno dei circuiti federali. Difficile invece che ci si affidi a un traghettatore come Di Biagio in attesa del nuovo ciclo, vista l'opportunità ma anche l'esigenza di iniziare già a programmare a medio-lungo termine. Il nome del nuovo Ct sarebbe però soltanto uno dei pezzi del puzzle. Urge migliorare i collegamenti tra il campo e la Federazione e magari ripensare il calcio giovanile: gli ultimi risultati sono stati discreti (solo quest'anno, terzo posto al Mondiale Under 20 e semifinale all'Europeo Under 21), ma non basta. Le ultime ipotesi parlano di un coinvolgimento nel progetto di rilancio di Paolo Maldini, con ruoli possibili anche per Francesco Totti o Gianluigi Buffon, tutte figure storiche della Nazionale, anche se per gli ultimi due nomi siamo ancora alla fase embrionale.

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