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Italia, addio Russia: non perdiamo soltanto un Mondiale

Mancare all'appuntamento iridato lascia un vuoto in tutta la popolazione

ITALIA MONDIALI - E adesso? In tanti si sono posti questa domanda al triplice fischio dell'arbitro spagnolo Lahoz che ha sancito ufficialmente la mancata partecipazione dell'Italia ai Mondiali del prossimo anno in Russia. Incredulità mista a rabbia. Il giorno dopo lo stato d'animo non è cambiato: dormirci su - per chi ci è riuscito - non è servito a nulla. Anzi, al risveglio l'incubo è sembrato ancora più reale. Non succedeva dal 1958 che la Nazionale azzurra fosse estromessa dalla fase finale di una Coppa del Mondo. Il che vuole dire che chi non ha all'incirca una settantina di anni non può sapere cosa voglia dire un Mondiale senza Italia. Per la maggioranza della popolazione, quindi, sarà una (spiacevole) novità. Certo, le ultime due rassegne iridate erano state un fallimento e questa squadra non era di sicuro tra le favorite... Ma non andare nemmeno in Russia è troppo.

Italia, quanto è triste non andare ai Mondiali

Al termine della gara De Rossi, uno dei senatori che ha detto addio alla Nazionale, ha detto che "nello spogliatoio c'era una atmosfera funebre, anche se non è morto nessuno". E' vero. Ma quegli occhi rossi di chi ha appena versato lacrime amare tradiscono il centrocampista della Roma. Sportivamente parlando, non andare al Mondiale è una tragedia. E non soltanto per gli appassionati di calcio. Perché in quel mese tutti diventano tifosi. Anche quelle persone che storpiano i nomi dei calciatori, che non sanno chi è l'allenatore, che chiedono 'ma noi siamo gli azzurri o gli altri?', che non hanno mai capito (né hanno intenzione di capirlo) il fuorigioco. Non andare al Mondiale ci priva di tante cose belle: una su tutte, quella di sostenere la stessa squadra di quel tuo amico, vicino di casa, cugino, ecc. con il quale per il resto dell'anno sono solo sfottò perché tifa per un altro club. E che dire delle partite in compagnia al pub o a casa, di quei riti che ricorrono ogni quattro anni (con persone che magari non vedi per quattro anni), dell'adrenalina del sorteggio, dello studio dei giocatori avversari delle Nazionali più sconosciute per poter dire che tu quello lo conoscevi, delle discussioni sul modulo e sui giocatori da impiegare, delle urla per i gol segnati, subiti, sbagliati, salvati sulla linea al 90esimo, degli abbracci con sconosciuti perché alla fine l'abbiamo spuntata noi? Tutto questo è andato perso: se tutto va bene, se ne riparlerà nel 2022, quando avremo 5 anni più di oggi. E fare il calcolo mi spaventa... La prossima estate niente Mondiali. O meglio, niente Italia ai Mondiali, che poi è la stessa cosa. La prossima estate potremo sognare soltanto con il calciomercato. E nessuno si azzardi a parlare adesso di fair play finanziario: abbiamo bisogno di volare alto.

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