Breaking News
  • Italia, da Buffon a De Rossi: l'addio in lacrime dei campioni 2006
© Getty Images

Italia, da Buffon a De Rossi: l'addio in lacrime dei campioni 2006

Dal successo di Berlino alla disfatta di San Siro che mette fine alla carriera azzurra di tre 'senatori'

ITALIA NAZIONALE SENATORI / Se a settembre prima della partita con la Spagna qualcuno avesse pronosticato questo epilogo azzurro, forse nessuno ci avrebbe creduto. E invece ieri quello che è stato messo in scena a San Siro non è stato un brutto sogno ma una cruda realtà. I più fatalisti diranno che doveva andare così, per gli altri rimane il grande rammarico di non essere riusciti a vedere questa Italia superare alcuni limiti tecnici con carattere, cattiveria e anche un pizzico di fortuna, perché se in 180' minuti non si riesce a segnare neanche un gol alla Svezia allora non qualcosa ma proprio tutto non è andato per il verso giusto.

Certo non si può dire che i giocatori non ci tenessero viste le reazioni a fine partita ma il pensiero che i 'senatori' abbiano chiuso con questa mancata qualificazione la propria carriera in Nazionale è ciò che lascia di più l'amaro in bocca. Perché le lacrime erano di tutti sia di chi avrebbe potuto giocare il suo primo mondiale, chi l'ultimo. In questo 2017 che si è reso protagonista per gli addii al calcio giocato di tanti calciatori, tra cui Totti e Pirlo, vedere campioni come Buffon, De Rossi e Barzagli salutare così la maglia azzurra, che li ha consacrati a Berlino sul tetto del mondo, è un enorme dispiacere.

Se fossero arrivati in Russia avrebbero lasciato comunque, questo è sicuro, ma accelerare i tempi in questo modo è la maniera peggiore per farlo. Buffon ieri sera si è dimostrato per l'ennesima volta il più grande di tutti i tempi non solo come portiere ma come uomo e soprattutto capitano azzurro. Ci ha messo la faccia, a differenza di altri, raccogliendo le ultime forze rimaste ha tentato di dare un senso all'accaduto e con grande lucidità ha pensato prima agli italiani e poi a se stesso e al suo addio: "Dispiace non per me ma per tutto il movimento. Abbiamo fallito un qualcosa che anche a livello sociale poteva essere importante ed è questo l'unico rammarico che ho...".

Italia, Buffon e gli altri: il mondo del calcio celebra le carriere dei veterani azzurri

A testimonianza del fatto che i grandi campioni come lui rimangono nel cuore non solo di noi italiani ma di tutto il mondo calcistico, molti sono stati i messaggi sui social per Buffon, Barzagli e De Rossi, tra i quali spicca quello di Franck Ribéry che sotto ad una foto sua e del capitano azzurro scrive: "Avversario tosto, forte personalità, un idolo per ogni giocatore. Il mio più grande rispetto per la tua unica carriera internazionale".

È stato un brutto colpo vedere Barzagli con occhi gonfi di emozione definire questo momento come "la delusione calcistica più grande della vita", per uno della sua esperienza che con la voglia e la speranza di poter ancora lottare per la maglia azzurra era tornato sui suoi passi, dopo il momentaneo arrivederci alla luce della sconfitta ai rigori con la Germania all'europeo.

Ma ha fatto ancora più male il siparietto di De Rossi in panchina, perché ha dimostrato ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, quanto sia stato forte il suo attaccamento alla maglia azzurra, con la foga del momento ha chiaramente incitato di scegliere un uomo più fresco e giovane di lui per tentare di portare a casa il pass per la Russia. Lui che forse più di altri ha imparato cosa voglia dire partecipare ad un mondiale soprattutto se sei ancora giovane e alle prime esperienze internazionali, dall'espulsione per la gomitata a McBride e i quattro turni di squalifica al mettere a segno uno dei rigori vincenti in finale con quella giusta dose di talento e sfrontatezza che lo hanno sempre contraddistinto.

Perciò sarà dura immaginare un mondiale senza l'Italia, un mese di giugno dedicato soltanto al calciomercato - ma ancora di più vedere andare via questi tre importanti giocatori in lacrime, inermi senza le loro grandi corazze, solo come semplici uomini che hanno lottato tutti insieme dalla stessa parte e per lo stesso scopo più uniti che mai.

Quindi con molto coraggio è stato necessario passare dalla fase della negazione al triplice fischio finale a quella dell'accettazione, forse proprio grazie alle parole di questi campioni che con grande maturità e responsabilità si sono presentati davanti alle telecamere e si sono fatti da parte augurando consapevolmente ai giovani di riportare in alto il calcio italiano. E così questi playoff non solo si portano via il sogno mondiale ma anche gli ultimi campioni del mondo del 2006 rimasti che hanno regalato a tutti noi la gioia più grande che speriamo di poter riassaporare il prima possibile. Ora largo ai giovani che possano onorare questa maglia almeno la metà di come hanno fatto gli altri prima di loro ed emozionarci di nuovo. Perché si sa per molti in Italia il calcio non è un semplice sport ma una 'fede' che non tutti riescono a capire.

Scrivi un Commento

Invia Commento

Comments (0)