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Calciomercato Napoli, Sarri non sa più vincere: Inter e Benfica partite-verità

Gli azzurri arrancano e fanno fatica, il tecnico nell'occhio del ciclone: le prossime due potrebbero aprire scenari imprevedibili

CALCIOMERCATO NAPOLI SARRI ERRORI CRISI / NAPOLI - Due mesi da incubo.
Napoli-Sassuolo 1-1: i partenopei non vincono più, almeno non le sfide decisive.
E' un momento davvero complicato per gli azzurri e per Maurizio Sarri, che da quando si è infortunato Milik sta avendo non poche difficoltà nel tener saldo il timone.
In realtà anche da qualche giorno prima, visto che contro l'Atalanta il polacco era in campo e non riuscì a far male, in una gara che col senno di poi rappresentava un vero e proprio campanello d'allarme.
Ora le voci nel coro dei detrattori crescono e la situazione rischia di complicarsi ulteriormente.
Vediamo nel dettaglio il difficile momento del Napoli dopo lo stop con il Sassuolo fra critiche e 'strane' voci di corridoio. 

DUE MESI 'NERO-AZZURRI' - Dal 2 ottobre al 2 dicembre, da un nerazzurro all'altro, il quadro azzurro è più nero che mai.
Contro l'Inter saranno esattamente due mesi che Sarri ha ceduto all'Atalanta, dando il via alla straordinaria cavalcata della banda Gasperini ma soprattutto a una crisi che all'epoca sembrava impensabile, col Napoli 'sexy' che aveva asfaltato il Benfica solo tre giorni prima.
Poi la sosta per le Nazionali e quel maledetto crack di Milik, che ha creato una situazione molto complicata.
In un mese (ottobre) tre sconfitte sanguinose contro Juventus, Besiktas e Roma (le ultime due al San Paolo), in mezzo le vittorie con Empoli e Crotone che non potevano essere che un brodino.
Poi novembre e pareggi che potevano, dovevano essere vittorie, specialmente con Lazio e Dynamo Kiev.
Il cammino Champions che si complica maledettamente, e dopo il quasi-record di una qualificazione al terzo turno, adesso se si perde a Lisbona sarà eliminazione.
Davvero incredibile. 

LE ATTENUANTI: MILIK E L'AMBIENTE PREVENUTO - Davvero incredibile anche l'improvviso cambio del vento nei confronti di Sarri.
Un amore travolgente fino a qualche settimana fa, complice anche il credito accumulato nella scorsa stagione e nell'inizio spumeggiante di quella attuale, nonostante l'addio di Higuain che di certo non è colpa sua.
Poi quel maledetto 8 ottobre, il ginocchio di Milik che cede, il pensiero che torna al calciomercato Napoli sciagurato che non aveva previsto un secondo centravanti.
Gabbiadini non è una prima punta, l'ha dimostrato in tutte le occasioni che ha avuto, e Sarri non ha potuto che fare di necessità (poca) virtù.
Il risultato è stato un attacco asfittico e la coperta cortissima, con una squadra 'a memoria' che ha perso i punti di riferimento ed è andata in crisi.
Le amnesie di Reina, il lungo stop di Albiol, il calo di Jorginho e il crack di Milik: tutta la dorsale azzurra è venuta meno e il seguito era quasi inevitabile.
Eppure parte del pubblico ci ha messo poco ad abbandonare un allenatore che stava strabiliando l'Italia e pure l'Europa.
Le accuse di provincialismo a chi prova sempre ad imporre il proprio gioco sono francamente ingenerose, a prescindere da qualche uscita mediatica poco felice.
Succede, quando hai a che fare con una delle tifoserie più umorali d'Italia.
 

GLI ERRORI DI SARRI E QUELLE VOCI 'STRANE' - Certo, le attenuanti sono molte, ma c'è più di un motivo di insoddisfazione in una parte di tifoseria e di stampa locale, che prima sommessamente e ora a voce più alta sta iniziando a chiedere provvedimenti nei confronti dell'allenatore.
Con De Laurentiis è gelo da tempo, come dimostrano diverse frecciate incrociate nelle ultime interviste.
Con la piazza l'amore va e viene, complici uscite infelici davanti ai microfoni e qualche scelta tecnico-tattica opinabile.
A Sarri viene imputata soprattutto la prudenza eccessiva nelle interviste (dopo "la Juve è di un altro pianeta" fu massacrato, idem dopo il pareggio di Kiev), cosa che - pare - non è gradita neanche alla società, che da un po' di tempo a questa parte (casualità?) ha ridotto al minimo le conferenze stampa del tecnico, annullando del tutto quelle pre-partita.
Di Sarri non piace anche la gestione del turnover e di parte della rosa.
Fra Maksimovic, Tonelli, Rog e Giaccherini sono molti i milioni depauperati finora, per non parlare di calciatori come Gabbiadini, Strinic e Sepe, annichiliti a più riprese dalle sue scelte.
E ora, nonostante una classifica non proprio deficitaria, inizia a soffiare anche un vento molto, molto freddo nei corridoi di Castel Volturno: gira voce che se non si batte l'Inter e non si fa risultato a Lisbona la situazione potrebbe precipitare, con scenari che la notte del 28 settembre (Napoli-Benfica 4-2) sembravano davvero impensabili. 

 

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