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Inter, Cordoba svela: "Mourinho ci sorprese a Madrid. Litigai con lui perché..."

L'ex difensore interista: "Balotelli? Si paragonava a Ibra"

INTER CORDOBA MOURINHO BALOTELLI / MILANO - Ivan Ramiro Cordoba non dimentica i gloriosi anni vissuti con la maglia dell'Inter.
Arrivato nel calciomercato invernale del 2000, ha chiuso la sua carriera in nerazzurro dopo ben dodici anni.
Il colombiano è uno dei simboli di questo club, come dimostra l'affetto dei tifosi verso di lui.
Cordoba ha raccontato alcuni aneddoti del biennio vissuto in nerazzurro con Mourinho: "La cosa che mi impressionò e mi sorprese prima della finale di Madrid fu il fatto che fosse seduto nello spogliatoio con i piedi sopra ad una scrivania, rilassato come se dovessimo giocare un’amichevole - dice a 'Radio Deejay' - Era un messaggio per tranquillizzarci: voleva dirci ‘Siete arrivati fin qui, questa la partita la vincete.
Non c’è bisogno di strafare, fate quello che sapete’.
Il nostro presidente era nervoso, noi giocatori volevamo giocare immediatamente la gara".

GIOCATORI NERVOSI - Cordoba parla poi dei calciatori più nervosi prima degli eventi importanti: "Stankovic sentiva molto le situazioni: cominciava a sudare le mani, ma la grinta che metteva in campo era fantastica.
Zanetti invece era uno molto calmo.
Io? Sentivo la pressione anche se ero molto carico.
Non mi è mai piaciuto il riscaldamento, per me sarebbe stato perfetto arrivare allo stadio e scendere subito in campo”.

MOURINHO - Come noto dalle news Inter, il rapporto tra Cordoba e Mourinho non è stato ottimo.
L'ex difensore spiega: “Abbiamo passato anni difficili, lui ha detto certe cose e io e Javier non ci stavamo.
Gli ho detto quello che pensavo e lui non l’ha presa molto bene ma mi ha detto che avevo ragione.
Oggi non lo sento più a differenza di alcuni miei compagni".

BALOTELLI - Inevitabile parlare di Balotelli, suo compagno in nerazzurro: "E’ stato uno dei giocatori ai quali abbiamo cercato di far capire come comportarsi.
Se parli da solo con lui è buonissimo, ma in gruppo o con altra gente cambia.
Si paragonava a Ibrahimovic, e sbagliava perché Zlatan era fortissimo e aveva una mentalità pazzesca, lui avrebbe dovuto fare il proprio percorso senza identificarsi in qualcuno”.

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