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Europa League, Dnipro-Siviglia: storia e statistiche della finale a sorpresa

Questa sera a Varsavia verrà assegnato il trofeo per la 44esima volta

CALCIO EUROPA LEAGUE DNIPRO SIVIGLIA FINALE STORIA RETROSCENA / ROMA - Allo 'Stadion Narodowy' di Varsavia è tutto pronto: questa sera sarà assegnata la sesta Europa League, la 44esima se contiamo anche la precedente Coppa Uefa.
Il calciomercato, che già sta cominciando a monopolizzare l'attenzione di molti club, si ferma per l'atto finale della competizione che vede di fronte due squadre molto diverse tra loro.
Allo 'Stadion Narodowy' di Varsavia, Dnipro e Siviglia si contenderanno la sesta edizione dell'Europa League: gli ucraini di Markevich sono la sorpresa, gli spagnoli di Emery la sicurezza di chi è campione in carica.
Ecco storia e statistiche dei due club protagonist
i.
News Europa League importanti, dunque.
Dalle probabili formazioni  di Dnipro-Siviglia all'attesa di capire chi alzerà al cielo il trofeo. 

 

DNIPRO: DALLA GUERRA ALLA PRIMA FINALE EUROPEA DELLA PROPRIA STORIA

Non è una stagione normale per il Dnipro di Myron Markevich, tecnico che ha assunto la guida dei biancoazzurri la scorsa estate.
La guerra, infatti, ha colpito anche la zona di Dnipropetrovsk costringendo la squadra ad emigrare a Kiev per le partite di Europa League, 'regalando' però motivazioni a profusione.
Il Dnipro nasce nel 1925 ed è arrivato ai quarti di finale della Coppa dei Campioni in due occasioni: nel 1985 perdendo solamente ai calci di rigore con il più quotato Bordeaux e nel 1990 venendo eliminato dal Benfica.
A livello nazionale ha vinto due campionati dell'ex Unione Sovietica ma non si è ancora imposto nella Premier League ucraina.
L'anno scorso è arrivata la piazza d'onore dietro allo Shakhtar Donetsk ma davanti ad altre potenze come Metalist Kharkiv e, soprattutto, Dinamo Kiev.
Un piazzamento che è valso l'accesso al terzo turno preliminare della Champions League dove la squadra di Markevich ha dovuto cedere il passo al Copenaghen, retrocedendo in Europa League.
Nella fase a gironi gli ucraini sono arrivati secondi dietro all'Inter, in un raggruppamento che comprendeva anche Saint Etienne e Qarabag.
Il passaggio del turno è avvenuto anche grazie ad una rete annullata in maniera rocambolesca agli azeri nell'ultima gara con i nerazzurri.
Nella fase ed eliminazione diretta, però, Markevich si è trasformato in un vero a proprio 'ammazza-grandi'.
Nei sedicesimi ha avuto ragione dell'Olympiacos, facendo fuori poi l'Ajax negli ottavi.
Nei quarti ha liquidato di misura il Bruges mentre in semifinale è arrivata la vera e propria impresa.
Gli ucraini hanno infatti avuto ragione del Napoli di Benitez (tra le polemiche per due reti discutibili) pareggiando al 'San Paolo' e vincendo in casa.
O meglio, a Kiev.
E anche questo sentimento di rivalsa sarà fondamentale per provare a giocarsela alla pari con il Siviglia.
Gli spagnoli infatti avranno di fronte una squadra solida di fronte, con le individualità di Yarmolenko, Seleznov, Rotan e Fedetskiy pronte a dare battaglia.
Per una volta solamente in senso sportivo.

 

SIVIGLIA: DAL TRIONFO DI TORINO 2014 ALLA CACCIA DEL RECORD DELLE QUATTRO COPPE


L'Europa League (intesa anche come Coppa Uefa) è l'habitat naturale del Siviglia, squadra dell'alta borghesia spagnola che può fregiarsi del titolo di campione in carica.
Gli andalusi di Unay Emery (tecnico corteggiatissimo) hanno trionfato nell'ultima edizione, sconfiggendo il Benfica ai calci di rigore allo 'Juventus Stadium', vincendo dunque la terza coppa della propria storia dopo quelle del 2006 e del 2007.
Un record, quello delle tre affermazioni, condiviso con due squadre italiane (Juventus ed Inter) e con il Liverpool.
Ora il Siviglia vuole di più: mettere la quarta volta il trofeo in bacheca la lancerebbe nella storia della competizione, potendo inoltre disputare ancora una volta quella Supercoppa Europa vinta nel 2006 ma sfuggita sia nel 2007 che nel 2014.
A livello nazionale i 'Rojiblancos' non vincono un campionato dal 1946, con l'ultima Coppa del Re datata 2010.
Una penuria di successi mitigata in Europa.
Anche quest'anno è stata una marcia trionfale.
Nella fase a gironi gli andalusi hanno terminato secondi (per un solo punto) dietro al Feyenoord e davanti a Rijeka e Standard Liegi.
Nei sedicesimi a fare le spese è stato il Borussia M'Gladbach, imitato dal Villarreal nel turno successivo.
Meno agevole il quarto di finale con lo Zenit San Pietroburgo, la cui vittoria ha dato la spinta definitiva al Siviglia che ha letteralmente macinato la Fiorentina in semifinale presentandosi a Varsavia come la grande favorita, anche per l'esperienza nelle partite secche. La squadra costruita dal ds Monchi e gestita sapientemente da Emery non ha punti deboli: forte in difesa (spiccano Carriço e Tremoulinas), diga di centrocampo impenetrabile formata da Krychowiak e MBia con la fantasia di Vidal, Banega e Vitolo a supporto del colombiano Carlos Bacca, autore di 5 reti nella competizione.
In panchina? Reyes, Gameiro, Iago Aspas, Deulofeu e Denis Suarez.
Il record dei quattro trionfi è abbondantemente a portata di mano anche se lo stesso Unay Emery in conferenza stampa è stato cauto: "Non ci sono favoriti"

 

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