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SAMPDORIA-MILAN: LE PAGELLE DI TANCREDI PALMERI

I giudizi espressi dal protagonista della nostra rubrica 'Football Killed Tancredi'

SAMPDORIA MILAN PAGELLE TANCREDI PALMERI/ GENOVA - Gol e spettacolo nell'anticipo serale dell'undicesima giornata di Serie A che ha visto Sampdoria e Milan pareggiare per 2-2.
Ecco i voti e i giudizi del nostro inviato Tancredi Palmeri.

SAMPDORIA

Romero 6: non può nulla sui gol, e per il resto si mostra sicuro quando serve, non molte volte peraltro.

De Silvestri 5.5: soffre la spinta di El Shaarawy ma recupera man a mano, aiutato dalla timidezza avversaria.

Gastaldello 6: torna ai sui livelli di autorevolezza difensiva ma anche nella direzione del reparto.

Silvestre 6: gioca semplice e pulito, senza farsi prendere dalla foga, e tiene la posizione.

(dall'83) Regini sv

Mesbah 5.5: davvero ingenuo sul fallo del rigore, peccato perché è molto vivo, e sembra avere un conto aperto.

Soriano 5.5 : meno brillante del solito, si riprende però con il passare della partita e riesce a far girare meglio il pallone.

Obiang 6.5: grandissima personalità e corsa, non fa mai mancare la sua presenza per far ripartire l'azione o raddoppiare la marcatura.

(dal 91') Bergessio sv

Duncan 5: spesso corre a vuoto, quantomeno si dedica, però deve essere continuamente indirizzato.

(dal 67') Rizzo: ordinato nel prendere posizione in un momento delicato della gara, sempre più positivo.

Eder 7: i suoi strappi sono davvero imprendibili, ma a quella dote atletica accoppia l'intelligenza tattica di farsi trovare nella mattonella che serve. 

Okaka 7: davvero onnipresente, anima della squadra nel dettare il pressing a tutto campo, mai domo e mai vinto, vince in linea di massima il duello con ogni marcatore di turno, e si carica la squadra nelle ripartenze. 

Gabbiadini 6: non sempre riesce a trovare lo spazio, ma quando lo fa ecco il pregevole assist per Okaka.

Allenatore.
Mihajlovic 7: mette in campo una squadra che è una goduria da vedere, sempre pimpante e propositiva, nel limite ovvio di quello che si abbia a disposizione.
La reazione allo svantaggio immediato racconta lo spessore delle mura dello spogliatoio.


MILAN

Diego Lopez 6.5: lui nei gol non c'entra, e anzi è prontissimo nell'intervento acrobatico con cui salva il pareggio.

De Sciglio 5.5: piuttosto timido e nemmeno irreprensibile in copertura, soffre quando Eder lo punta.

Mexes 5.5: fa trattenere il respiro ogni volta che interviene, e ci sarà un motivo, al di là delle etichette.

Rami 5.5: lui è più sicuro e pulito in marcatura, ma a volte patisce i duelli sulla lunga distanza.

Bonera 4.5: sembra avere scritta in fronte l'espulsione per doppia ammonizione, magari non è nemmeno troppo aiutato.

Essien 6: soffre nel reggere l'impatto della Sampdoria, però prova quantomeno a tenere i reparti vicini.

De Jong 5.5: si schiaccia troppo ma forse è anche quello che gli chiedono, però almeno non difetta in generosità.

Bonaventura 6: forse potrebbe essere più vivace, però sembra che la linea di attaccanti stia meglio con il suo lavoro dietro.

Honda 5: forse la sua peggiore prestazione della stagione, molto lento sia nel portare palla che accompagnare la manovra.

(dal 59') Fernando Torres 6: irritante quando finisce a terra appena possibile, ma il suo ingresso fornisce un punto di riferimento e prepara il terreno per tornare in pareggio.

Menez 6: solita storia: contano più quei pochi ma fondamentali sprazzi o i lunghi momenti di pausa? Contano entrambi se la squadra gira soprattutto quando ti accendi tu.

(dall'87) Poli sv

El Shaarawy 7: sul serio, perché diavolo lo si continua a criticare? Quando gioca è sempre il migliore sul piano del sacrificio e dell'interpretazione tattica.
Stasera anche su quello della qualità.
Dunque: o c'è qualcosa che succede fuori dal campo che non ci dicono, oppure è un facile bersaglio per tutti, dentro e fuori del Milan.

Allenatore.
Inzaghi 5.5: mezzo voto in più per la reazione nell'ultima mezzora.
Sarà un caso che avvenga quando decide di mettersi con il 4-4-2? Forse è venuto il momento di considerarlo come alternativa vera al tridente, al di là della necessità contingente?


Arbitro.
Orsato 7: la decisione sul rigore è difficile ma ci può stare.
Perché la mano è netta è il braccio non è certo in una posizione innaturale rispetto all'intervento di Mesbah (ricordiamolo, è l'unica cosa che conta) ma in verità sembra che il sampdoriano 'lasci' il braccio là, tipo mano morta via…

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