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Tecnologia, sulle strade inglesi nel 2015 al via i test delle auto senza conducente

Saranno tre le città britanniche in cui si effettueranno, con un budget di circa 17 milioni di dollari e una durata variabile tra 18 e 36 mesi

TECNOLOGIA LONDRA SPERIMENTA AUTO SENZA CONDUCENTE / ROMA - Londra apre alla sperimentazione delle auto senza conducente su strada.
Da gennaio 2015, infatti, per le strade della capitale britannica sarà possibile vedere all’opera l’ultima frontiera in fatto di tecnologia applicata al mondo dei motori.

Questa sperimentazione darà modo, alle case automobilistiche e alle aziende di tecnologia, di migliorare la sicurezza e produrre minore inquinamento.
Saranno tre le città britanniche (tra cui la capitale)  in cui si effettuerà il test, con un budget di circa 17 milioni di dollari e una durata variabile tra 18 e 36 mesi.
L’Inghiterra sarà quindi il primo Paese Europeo a sperimentare l’innovazione così come sottolineato da Vince Cable, segretario all’industria, e da George Osborne, cancelliere dello Scacchiere, che hanno affermano con grande orgoglio come “il Regno Unito sia il posto adeguato per lo sviluppo e il test delle automobili senza pilota”.
Dal 2015 quindi si potrà testare come si comportano le autovetture senza pilota nel traffico cittadino, come seguiranno i segnali stradali, le indicazioni dei semafori e, soprattutto, come si comporteranno nei parcheggi.

Le prove per testare le auto, che possono funzionare con o senza la supervisione di una persona in grado di prenderne il controllo in caso di necessità, contribuiranno a creare un nuovo mercato per gli autoveicoli.
Tra le case automobilistiche in cui il know-how sulla guida senza conduttore è già avanzato, come il parcheggio automatico, che non richiede un driver ci sono Bmw, Volvo e Daimler.

”L'eccellenza dei nostri scienziati e ingegneri, ci vede come pionieri nello sviluppo di veicoli senza conducente - ha proseguito il segretario Vince Cable - Le prove che ci apprestiamo a fare con auto senza conducente, ci porranno all'avanguardia in questa tecnologia”.
Il Dipartimento dei Trasporti sta già rivedendo il codice della strada per permettere la circolazione delle auto senza guidatore e la revisione dovrà riguardare le due tipologie di veicoli “driverless”: quelli cosiddetti ‘parziali’,  in cui una persona a bordo in qualsiasi momento può intervenire per riprendere il comando del volante, e quelli invece in cui è solo il computer a controllare il veicolo. I sostenitori di questa tecnologia promettono che ridurrà drasticamente non solo il traffico, permettendo di coordinare lo spostamento delle automobili per evitare ingorghi, ma soprattutto taglierà gli incidenti e le morti sulle strade.

Ci sono però altri Paesi nel mondo in cui sono già state avviate una serie di sperimentazioni.
A partire dagli Stati Uniti, in cui California, Nevada e Florida hanno introdotto test per questo tipo di veicoli.
Solo in California, le auto senza guidatore progettate dal colosso Google hanno percorso quasi 500 mila chilometri su strada.
Mentre l'anno scorso la Nissan in Giappone ha condotto il primo test di un veicolo automatico su una autostrada. In Europa, la città svedese di Goteborg ha concesso l'autorizzazione al gruppo Volvo per far circolare 100 auto senza pilota, sebbene il test non dovrebbe iniziare prima del 2017.


Intanto però, dal prossimo 2020, i proprietari di auto con motore diesel classificato al di sotto di Euro 6, potrebbero dover pagare ogni giorno per entrare nell'Area C di Londra, quella del Congestion Charge, ben 21,50 sterline (25,3 euro).
Un programma varato dal sindaco Boris Johnson prevede infatti una specifica tassa di 10 sterline per i veicoli alimentate a gasolio, da aggiungere a quella attualmente prevista (11,5 sterline) per varcare i limiti dell'Area C a tutte le auto, escluse quelle con emissioni di CO2 al di sotto dei 75 g/km.  

Secondo le anticipazioni diffuse dal ‘The Telegraph’ su questo progetto, l'applicazione della tassa aggiuntiva di 10 sterline dovrebbe essere applicata anche ai veicoli con motore a benzina, immatricolati prima del 2006.
Lo stesso giornale afferma inoltre che i Laburisti starebbero preparando un piano per chiudere l'accesso ai vecchi modelli diesel anche a Sheffield, Leicester, Bradford, Birmingham, Bristol e altre 15 città inglesi.

S.C.

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