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Milan, Galliani: "I tifosi stiano tranquilli. Lotteremo per lo Scudetto"

L'ad rossonero è interventuo a Radio Sportiva in occasione del giorno del suo settantesimo compleanno

MILAN GALLIANI SCUDETTO / MILANO - Una partenza di stagione non proprio rassicurante del Milan, accentuata dalle pesanti sconfitte nella tournée americana con l'Olympiacos (0-3) e Manchester City (1-5), non lascia dormire sonni tranquilli ai tifosi rossoneri.
Che l'annata non sia delle più semplici c'era da immaginarselo anche se all'inizio della stagione ufficiale manca ancora un mese.
Trenta giorni di lavoro per Inzaghi per trovare le giuste alchimie, imprimere nella testa dei suoi il suo spirito vincente e le dinamiche di un modulo innovativo.
L'obiettivo principale di 'SuperPippo' però sarà quello di conquistarsi il più in fretta possibile la fiducia di tutti, società in primis.
Ai vertici alti sono tranquilli perchè mettere pressione adesso non servirebbe a nulla.

Intervenuto a 'Radio Sportiva' in occasione del suo settantesimo compleanno, l'ad dei rossoneri, Adriano Galliani, ha fatto il punto sulle news Milan, senza sbilanciarsi troppo sul calciomercato: "Ai tifosi chiedo un atto di fede perchè poi verranno ripagati.
Devono aver fiducia perchè Inzaghi è un grande allenatore, sta facendo bene e tutti lo seguono.
Lui vede miglioramenti quotidiani. Lotteremo per lo Scudetto.
I momenti più belli della mia carriera? Ce ne sono tanti, forse i primi grandi acquisti di Gullit e van Basten".

Qualcosa però nel mercato Milan si muoverà sicuramente, dopo gli arrivi di Menez e Alex e la riconferma di Ramì.
L'esterno tanto richiesto da Inzaghi è la priorità numero uno.
Cerci e Campbell sono i nomi più caldi ma tutto sarà legato alla cessione di Robinho.
Se poi dovessero arrivare offerte interessante per i vari Balotelli o El Shaarawy se ne parlerà.
Il pallino fisso dell'allenatore rossonero è il 4-3-3.
Sarà il modulo su cui lavorare e costruire il futuro della squadra, con un gioco dinamico e moderno.
Per questo serve qualità, soprattutto sugli esterni.
Gli attaccanti non potevano avere maestro migliore per imparare a segnare.

 

 

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