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VIDEO - Serie A, SPECIALE CM.IT 'Man of the week': quando i Toni sono alti

La rubrica di Calciomercato.it sul giocatore che piu' si e' messo in luce nell'ultima giornata del massimo campionato nazionale

VIDEO SERIE A CALCIATORE SETTIMANA / ROMA - Torna la rubrica di Calciomercato.it che focalizza l'attenzione sul calciatore che più si è messo in luce nel weekend di campionato. La 'top 3' della diciottesima di Serie A vede al primo posto il 'sempreverde' Luca Toni. Salgono sul podio i 101 gol diKakà e il ritrovato Amauri.

 

MAN OF THE WEEK (18a giornata)

1° TONI (Verona)

2° KAKA' (Milan)

3° AMAURI (Parma)

 

TONI ALTI - Corre e segna Luca Toni, come se fosse un ragazzino venuto su dalla Primavera. Le primavere invece, per quello che fu uno degli eroi di Germania 2006, sono ormai trentasette: tante ma mai troppe. Alla sua ennesima sfida col Verona lui si diverte come se quella rete non l'avesse mai scossa, perchè lui ovunque è andato, ha sempre risposto presente. E' arrivato in estate alla banda diMandorlini, in tanti lo davano per finito. Sarà anche al tramonto della carriera ma attenzione a darlo per bollito. A suon di gol sta conquistando Verona, costringendo alla panchina quel Cacia che lo scorso anno ha trascinato i veneti in Serie A. Ieri l'ennesima doppietta della sua carriera, contro l'Udinese, un mix di potenza e cinismo. E si stava pure infuriando con Iturbe quando il giovane argentino voglioso di gloria non gli passava quel pallone da spingere in rete in occasione del tre a uno. Buon per lui che ha segnato altirmenti chi lo sentiva nonno Luca? Quel gesto, quella mano che ruota attorno all'orecchio non si ferma mai, come a dire: io sono qua, vedete che cosa sto ancora facendo? E chi non ci crede può ancora farlo, può ancora darlo per finito, lui se ne frega e va avanti per la sua strada col sorriso, divertendosi a fare ciò che gli è sempre riuscito meglio: segnare. La sua missione era quella di dare una mano a salvare il Verona, adesso è diventato il grande protagonista di una stagione rivelazione. E chissà che un pensierino al Mondiale non ce lo faccia perchè quando gli viene chiesto lui sorride, malizioso. Prandelli, scherzi a parte, un occhio deve tenercelo perchè un Toni così ricorda troppo quello di otto anni fa e se il volo per il Brasile partisse domani, lasciarlo a casa sarebbe un suicidio sportivo. Bravo Luca.

101 VOLTE KAKA' - Finalmente. Non ne poteva più Kakà di aspettare quel centesimo gol in rossonero. Una statistica è vero, ma che pesava come un macigno, un 99 che non voleva sbloccarsi. Lui sperava arrivasse nel derby per chiudere un cerchio iniziato nel 2003 e invece ha dovuto aspettare ben cinque giornate, con quella maglia celebrativa portata in panchina e mai esibita. Ieri ha detto basta, si è ricordato chi è e ha rotto gli indugi. Prima il centesimo e poi per voltare iniziare una nuova pagina del fantastico libro rossonero ha messo a segno anche il gol numero 101. In sala stampa si è presentato con gli occhi lucidi, felice come un bambino al parco giochi. Che per lui quei colori fossero tutto nessuno ne ha mai dubitato, neanche quando era diventato 'galactico' approdando sull'irrinunciabile pianetaReal. E' tornato per il suo bene e per quello del Milan, per dimostrare a tutti che gli anni passano ma Kakà rimane. Forse non avrà più la kryptonite degli anni da pallone d'oro ma uno con quel nome fa sempre paura. Adesso è il leader dello spogliatoio e a lui quel ruolo piace da morire. Sa che questa è la strada giusta per tornare protagonista; sa che questo è il modo migliore per conquistarsi il Mondiale di casa sua.

BENTORNATO AMAURI - Chi si rivede. La storia di Amauri (clicca qui per l'esclusiva col suo agente) sembrava diventata una fiaba in cui mancava la stesura di un lieto fine. Quel finale tutto cuore ed emozione se lo è scritto da solo l'attaccante del Parma, per troppo tempo a digiuno in campionato. Lo scorso anno aveva fatto vedere tutto il suo repertorio in Emilia, una terra che lo ha stregato e che lo ha fatto sentire a casa come nessun'altra probabilmente fino ad ora. Un gol dei suoi, di potenza e determinazione, un urlo infinito, un pugno sul petto. Amauri ha colto l'occasione ed è tornato proprio contro il Torino, un anno e una tripletta dopo. La corsa verso la panchina e tutta la squadra che lo sommerge di affetto. Il 'Tardini', abbagliato da Cassano dentro e fuori dal campo, quasi se lo stava dimenticando ma lui ha voluto far capolino per dimostrare di essere ancora tutt'altro che uno scaldapanchine.

VIDEO - Gli highlights della 18a giornata di Serie A

 

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