Giallo in Belgio-Marocco, sostituito dopo l’inno: cosa è successo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:46

Episodio particolare in Belgio-Marocco, sostituzione avvenuta subito dopo gli inni nazionali: colpo di scena, il motivo

Che non sarebbe stata una partita banale, quella tra Belgio e Marocco, era prevedibile. Favori del pronostico della vigilia per i Diavoli Rossi, che però avevano sofferto non poco nel debutto con il Canada, pur vincendo. E africani che invece avevano destato una buona impressione nel pari con la Croazia, dimostrando di potersela giocare anche con avversari più quotati.

Giallo in Belgio-Marocco, sostituito dopo l'inno: cosa è successo
Marocco © LaPresse

Impressioni confermate dall’andamento del match. Ancora una volta, Belgio decisamente troppo a sprazzi, con un Eden Hazard ispirato ma lasciato troppo solo, e un De Bruyne a corrente alternata e lontano parente del giocatore fenomenale ammirato nel Manchester City. Squadra compatta, quella del Marocco, che mostra una certa pericolosità e che dopo alcune importanti occasioni va in vantaggio con una punizione di Sabiri da posizione defilata che beffa Courtois, non impeccabile nella circostanza. Il Belgio, in un convulso finale, prova a rimetterla in piedi, inserendo anche Romelu Lukaku, al rientro in campo dopo un mese. La sfida è stata, sin dall’inizio, caratterizzata da un episodio piuttosto particolare, proprio a ridosso del fischio d’avvio.

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Giallo in Belgio-Marocco, sostituito dopo l'inno: cosa è successo
Mounir, secondo portiere del Marocco, in uscita © LaPresse

Nelle formazioni ufficiali era infatti annunciata la presenza tra i pali, del Marocco, di Bounou, portiere del Siviglia, che ha cantato anche l’inno con i compagni di squadra. Ma, piuttosto a sorpresa, in porta ha poi preso posto, al via effettivo del match il secondo portiere, con il numero 12, Mounir. Le ricostruzioni nel corso del match hanno portato a concludere, come da gesti nelle vicinanze della panchina marocchina, che il portiere titolare stesse avvertendo dei giramenti di testa e non fosse perciò in grado di scendere in campo. Il suo secondo, comunque, non lo ha fatto rimpiangere, con una prova decisamente attenta e con una parata subito importante, dopo pochi minuti, su Batshuayi.