Il ‘muro’ Juventus non c’è più: difesa da rifare a gennaio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:30

Sconfitta disastrosa per la Juventus con il Benfica che solleva molti interrogativi, in particolare sulla tenuta difensiva: gli scenari

La missione appariva già in salita ripida prima del fischio d’inizio al ‘Da Luz’, ma per la Juventus sembrava ci si potesse almeno appigliare a un minimo accenno di ritrovata compattezza difensiva. La gara con il Benfica non ha invece solo sancito l’uscita dalla Champions League, ma ha anche spazzato via i timidi segnali di ottimismo emersi nelle ultime due gare in campionato contro Torino ed Empoli.

Il 'muro' Juventus non c'è più: difesa da rifare a gennaio
Juventus © LaPresse

La squadra di Schmidt ha letteralmente fatto a fette la retroguardia bianconera fin dal primo minuto, andando a segno quattro volte nella prima ora di gioco e sfiorando ripetutamente altre marcature. Se il punteggio finale fosse stato molto più punitivo per la Juventus rispetto al 4-3 maturato al 90esimo, non ci sarebbe stato nulla di cui stupirsi. Tra i tanti problemi evidenziati dai bianconeri in questo inizio di stagione, quello difensivo è di certo uno dei più preoccupanti. Non ingannino i soli sette gol subiti in campionato che attualmente fanno della difesa piemontese la seconda meno battuta del torneo, la linea appare in continuo affanno e non è un caso che Allegri dalla linea a quattro abbia deciso di tornare a quella a tre per ritrovare gli automatismi di un tempo. Ma il passato glorioso appare quanto mai lontano, e non soltanto perché della famosa BBC è rimasto un solo elemento.

Juventus, Bonucci l’ultimo ‘baluardo’ di un passato che non tornerà: specchio della crisi

Il 'muro' Juventus non c'è più: difesa da rifare a gennaio
Leonardo Bonucci © LaPresse

Andrea Barzagli aveva smesso da tempo, alla fine del campionato scorso ha salutato anche Giorgio Chiellini. Della linea Maginot che fu (negli anni dei nove scudetti, nei primi otto casi la Juventus aveva concluso il campionato, nell’ordine, con 20, 24, 23, 24, 20, 27, 24 e 30 gol subiti) è rimasto soltanto Leonardo Bonucci, per il quale i segni dell’età iniziano ad apparire evidenti. Specialmente nelle gare in Champions League, l’attuale capitano bianconero è sembrato fuori contesto, totalmente a disagio in un calcio dai ritmi che fatica a sostenere. E anche in campionato è andato incontro a qualche brutta figura di troppo, come in occasione del gol di Brahim Diaz contro il Milan, in cui è stato letteralmente sverniciato dal fantasista rossonero. E’ indubbiamente lui il volto della crisi della solidità bianconera di cui è rimasto solo il ricordo. Gleison Bremer, fino all’infortunio, pur senza fare miracoli (che difficilmente avrebbe potuto comunque compiere da solo) il suo lo ha fatto, alle spalle dei due ci sono Daniele Rugani e Federico Gatti, dei quali evidentemente Allegri si fida poco visto che hanno messo insieme tre presenze a testa. E quelle in Champions, rispettivamente contro il Maccabi Haifa dell’uno, e del Benfica dell’altro, sono state disastrose a dir poco. Tanto è vero che il tecnico ha fatto ricorso già in più occasioni ad Alex Sandro e Danilo come ‘braccetti’, in contumacia di Bremer. Appare evidente che qualcosa vada sistemato, in vista del mese di gennaio.

Le mosse di gennaio della Juventus: cosa fare con Gatti? Le alternative

Il 'muro' Juventus non c'è più: difesa da rifare a gennaio
Federico Gatti © LaPresse

Posto che un addio di Bonucci, al momento, appare improbabile e anticlimatico, per quelli che sembrano gli equilbri di gestione della squadra, la questione si sposta inevitabilmente sugli altri due nomi richiamati. Ieri, Calciomercato.it ha riferito di come l’ipotesi prestito a gennaio per Gatti sia al momento da escludere. La società intende puntare su di lui e tutelare l’investimento fatto su un giovane che, al di là di un impatto non proprio positivo, pare avere margini di miglioramento e meritare di crescere. Da capire quale sarà la decisione in merito a Rugani, se si opterà per una cessione o se lo si terrà in organico provando ad aumentare il numero dei centrali disponibili. Un innesto sembra comunque probabile e il nome caldo è quello di N’Dicka dell’Eintracht, ma c’è da battere la concorrenza di Milan e Roma. In alternativa, potrebbe tornare d’attualità Igor della Fiorentina, anche se non sta vivendo un momento particolarmente brillante.