Dramma in Argentina, scontri tra polizia e tifosi in Gimnasia-Boca: un morto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:56

Gli incidenti fuori dallo stadio hanno portato a una escalation di caos e feriti, e purtroppo anche una persona deceduta

A pochi giorni dall’orrore in Indonesia con quasi 200 morti che ha sconvolto il mondo del calcio, le cronache sportive si sono trasformate in nere anche in Argentina, in occasione della partita tra Gimnasia La Plata e Boca Juniors.

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Scontri all’esterno di Gimnasia-Boca @ Screenshot Twitter Leandro Aguilera

Tutto è cominciato all’8′ del primo tempo: i fumi lasciati dai lacrimogeni con cui la polizia ha represso i disordini all’esterno, e in parte all’interno dello stadio, hanno impedito al match di continuare a svolgersi. I giocatori infatti erano già coperti in volto con la maglia, fino a quando Nestor Gorosito – allenatore del Gimnasia – non è dovuto entrare in campo. Lì l’arbitro Hernan Mastrangelo ha interrotto il gioco e i calciatori sono andati negli spogliatoi, con diversi tifosi che hanno lasciato lo stadio. L’azione repressiva della polizia era iniziata già fuori dallo stadio perché – come riporta ‘Olè’ – a quanto pare c’erano molte persone arrabbiate e sconvolte perché i cancelli dell’impianto erano stati chiusi, lasciandoli fuori. “Ci hanno lanciato addosso le recinzioni”, ha detto un tifoso.

Scontri in Gimnasia-Boca: un morto. La polizia spara lacrimogeni e proiettili di gomma sui tifosi

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Scontri all’esterno di Gimnasia-Boca @ Screenshot Twitter Leandro Aguilera

In questo caos generale di fuga e scontri, il dramma: una persona di 57 anni, identificata come Cesar Regueiro, è morta per arresto cardiorespiratorio. L’uomo ha perso la vita durante il tragitto, in ambulanza, all’ospedale San Martin. Secondo alcuni media locali, Regueiro è un tifoso del Gimnasia che ha giocato anche nelle categorie inferiori del club e in un altro club di La Plata. Il ministro della Sicurezza della Provincia di Buenos Aires, Sergio Berni, ha spiegato: “Apparentemente ha avuto uno scompenso cardiaco mentre usciva dallo stadio”. Un episodio sarebbe stato il fattore scatenante: un agente di polizia che spingeva una ragazza.

A quel punto tutto è sfociato negli scontri e nella paura: oltre ai gas lacrimogeni, sono stati sparati anche proiettili di gomma. I tifosi sono corsi fuori dallo stadio e la polizia ha continuato la repressione, scrive il quotidiano argentino Olé. Molti si sono riversati in campo, dovendosi coprire il volto dai fumogeni, altri sono rimasti sugli spalti avendo sensazione di cosa stesse succedendo all’esterno. Altri ancora sono usciti dal tunnel che porta agli spogliatoi, dove c’erano i calciatori sconvolti e spaventati per non riuscire a mettersi i contatto con i propri parenti. Secondo Eduardo Aparicio, capo dell’Aprevide, c’erano 10mila persone che tentavano di entrare in campo. E poi ha assicurato: “L’azione della Polizia sarà indagata”. Il Boca ha poi lasciato lo stadio solo alle 23.45, tre ore dopo gli scontri.