All Star Game, la Serie A sfida i grandi d’Europa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:59

Spunta l’ipotesi di un All Star Game, sul modello NBA, anche nel mondo del calcio: il piano che coinvolge la Serie A

Nella NBA, la principale lega cestistica del mondo, quello dell’All Star Game è un format tra i più popolari. A metà stagione, i migliori giocatori delle due Conference statunitensi (Est e Ovest) si sfidano in un match dagli alti contenuti spettacolari. Un concetto che presto potrebbe essere ripreso anche nel calcio.

All Star Game, la Serie A sfida i grandi d'Europa
Pallone Serie A © LaPresse 

Andavano molto di moda, da questo punto di vista, fino agli anni Novanta le sfide Europa-Resto del Mondo oppure match selezioni nazionali (o, ma più raramente, di club) e selezioni del Resto del Mondo. Poi cadute in disuso anche per i calendari diventati decisamente troppo fitti tra le varie competizioni. Ma adesso, per aumentare il numero di fan a livello globale del calcio, che negli ultimi tempi sta vedendo erodersi la base degli appassionati, tutto ciò potrebbe vedere nuovamente la luce in una veste rinnovata.

All Star Game nel calcio, l’idea lanciata da Todd Boehly

All Star Game, la Serie A sfida i grandi d'Europa
Todd Boehly, proprietario del Chelsea © LaPresse 

L’idea è partita inizialmente da Todd Boehly, nuovo proprietario del Chelsea, che di recente aveva proposto, sulla base dell’All Star Game americano, una sfida all’inglese tra Nord e Sud del paese. Ora, secondo il ‘Times’, fonti interne alla Premier League confermerebbero che l’idea potrebbe venire ulteriormente sviluppata con sfide tra selezioni dei migliori giocatori di Premier League, Serie A, Bundesliga e Liga ad affrontarsi tra di loro. Le gare potrebbero essere organizzate in tutto il mondo, principalmente nei mercati in espansione, per aumentare la visibilità e dare al nuovo format una base planetaria. La calendarizzazione di dette sfide potrebbe avvenire nel corso dei mesi estivi oppure durante una pausa invernale. Si stanno valutando anche altri suggerimenti, per migliorare la vendita dei diritti televisivi in tutto il globo. Ma non tutti sono d’accordo: c’è chi, come Jurgen Klopp, ha subito rigettato la proposta, sottolineando come il calendario è già abbastanza stipato di gare tra le varie competizioni e che c’è differenza con il mondo del basket, con la NBA che, di fatto, è ferma per circa quattro mesi in un anno.