SFS22, il piano di Casini: “Serie A come la F1, prima ci si addormentava”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:22

Il presidente della Lega Serie A parla dei problemi chiave del calcio italiano insieme al Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Dopo l’ad della Lega Serie A Luigi De Siervo, è toccato al presidente Lorenzo Casini affrontare il tema spigoloso dei problemi del calcio italiano, con dei focus ben precisi. Accanto a lui il Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri Roberto Chieppa in rappresentanza della parte istituzionale. Casini parte con una premessa: “La pandemia è intervenuta su un sistema già in difficoltà, da 20 anni abbiamo un sistema che sta accusando problemi che ora sono profondi. La Serie A sta cercando nuovi ricavi, come la commercializzazione dei diritti tv all’estero”.

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“Poi – continua il presidente della Lega Serie A – c’è il tema delle nuove tecnologie. La platea dei più giovani ad ora non è così coinvolta come potrebbe e questo impone modifiche. Il dialogo degli arbitri con la Var ha fatto vedere che c’è una modalità. La F1 prima era perfetta per addormentarsi dopo pranzo, poi è diventata più interessante con l’inserimento del dialogo tra i piloti”. Tema infrastrutture: “La Lega si è mossa nominando un consulente dedicato, sta preparando un dossier su ogni squadra, ma il Governo deve dare una mano non tanto per aiuti ma per snellimento delle pratiche. Poi il problema culturale, che è serio: “Il calcio non fa abbastanza per trasmettere il valore del gioco e dello sport ai più piccoli. Molti bambini non hanno più accesso alle scuole calcio, i costi delle scuole e l’assenza di borse di studio penalizzano anche quando c’è il talento che non può così emergere”.

SFS22, Casini e Chieppa invocano il Governo: “Serve un ministero. E non dimentichiamo i giovani”

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Casini affronta poi anche il tema delle infrastrutture, gli stadi: “Non è che non ci fossero i progetti. Marassi ha un problema con la grandezza delle porte, ma soprattutto di servizi, non ci sono bar. Tutti i commercianti intorno allo stadio vivono delle partite allo stadio e sono contrari, quindi un’amministrazione locale fa fatica a gestire questa cosa. A Udine si è fermato il progetto relativo ai servizi, da due anni, per difficoltà nei rapporti con l’amministrazione locale che non ha gradito il cambio di nome da Stadio Friuli a Dacia Arena. Serve un interesse al centro del Governo. Lo stadio serve anche a riqualificare, quasi nessuno ha un programma di efficientamento energetico. Bisogna intervenire sui consumi in stadi che non hanno impianti led o pannelli solari e consumano molto. Verrà fatto durante la pausa del mondiale all’Olimpico, un impianto di riscaldamento irrigazione”.

Accanto a Casini c’era anche Roberto Chieppa, Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri: “Il Covid ha creato difficoltà soprattutto a livello giovanile. Si possono introdurre regole di FFP più eque, ma è una questione internazionale. Qualsiasi scelta del calcio non può venire dall’alto, il calcio è espressione che viene dal basso e non può allontanarsi dai principi democratici e di passione. Se i bambini danno un calcio al pallone è perché sognano di diventare calciatori e a volte si avverano. Non bisogna spegnere sogni e passioni. Al governo che verrà si può chiedere che lo Sport torni a essere un ministero. Poi interventi di sostegno che partono dal basso, le associazioni dilettantistiche hanno seri problemi nelle bollette e nelle strutture. Prima di pensare ai debiti della Serie A bisogna evitare che entri in crisi il calcio giovanile. Stadi? Bisogna avere un ministero che controlli le tempistiche. Non si può aspettare anni e poi va tutto in fumo. O è subito sì o subito no”.