‘Febbre’ Mondiale, c’è chi dice no: “Spero non inizi mai”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:09

Meno di due mesi all’inizio del Mondiale in Qatar, l’attesa cresce ma qualcuno dei protagonisti sfodera dichiarazioni controcorrente

Mancano meno di due mesi all’inizio del Mondiale in Qatar. La rassegna iridata 2022 si svolgerà, come mai avvenuto prima nella storia, nel periodo autunnale-invernale, facendo segnare un unicum nel calendario calcistico i cui effetti, sull’andamento della stagione, possono soltanto essere ipotizzati.

'Febbre' Mondiale, c'è chi dice no: "Spero non inizi mai"
Coppa del Mondo © LaPresse

Match inaugurale il 20 novembre, con l’esordio nel girone A dei padroni di casa del Qatar opposti all’Ecuador, atto conclusivo il 18 dicembre. Caccia aperta alla Francia, che arriva da campione in carica e tra le favorite d’obbligo, ma la concorrenza è agguerrita. L’attesa cresce tra i tifosi, gli addetti ai lavori e, naturalmente, tra i giocatori. C’è in particolare uno dei possibili protagonisti della rassegna iridata che esprime un parere controcorrente: “Mi auguro quasi che il Mondiale non inizi mai“.

Mondiale, tutta la tensione di De Paul: “E’ un’idea fissa, ma conoscendomi so già che sarò troppo teso”

'Febbre' Mondiale, c'è chi dice no: "Spero non inizi mai"
Rodrigo De Paul © LaPresse

A parlare è Rodrigo De Paul, centrocampista dell’Argentina e dell’Atletico Madrid, che in una intervista a ‘Tyc Sports’ racconta le sue sensazioni e svela di vivere l’attesa con parecchia ansia. “Manca sempre meno, sono lì con la testa ogni giorno, ci penso di continuo – spiega – Dopo la vittoria in Coppa America, sull’Argentina le aspettative sono cresciute moltissimo. Dico sempre che spero che il Mondiale non inizi, perché probabilmente non me lo godrò al meglio. Sarà molto difficile, quando tutto inizierà ci saranno tensione e nervosismo. La realtà sarà meno divertente dell’idea di scendere in campo. Mi piace l’allenamento e l’atmosfera che precede le partite, ma quando si scende in campo vado in difficoltà. Il Mondiale è la competizione più importante di tutte, quella che un giocatore sogna per tutta la vita, ma sarà pazzesco dover tenere la concentrazione al massimo per un mese, cercando di fare il massimo, con le critiche che a volte possono essere dannose. Sarà un’esperienza straordinaria, ma conoscendomi so che non me la godrò al massimo, anche se ci proverò”. Un punto di vista certamente particolare e che forse potrebbe essere condiviso da qualche suo collega: quando la pressione sale, non tutti riescono a gestirla al meglio.