Allegri non credeva più nella Juve: “Meglio scegliere Inter o Real”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:59

Montano le polemiche contro Massimiliano Allegri, al centro della bufera dopo i recenti risultati: l’allenatore della Juventus sotto accusa

Inizia un lungo weekend di passione per la Juventus e per i suoi tifosi, con una crisi alle porte da rintuzzare prontamente. Dopo i recenti passi falsi, con la vetta della classifica che resta lontana e con il percorso europeo fortemente a rischio, bisogna invertire la rotta e farlo alla svelta.

"Presuntuoso", l'atto d'accusa ad Allegri: tutte le colpe del tecnico
Massimiliano Allegri © LaPresse

Dopo il ko con il Benfica, Allegri ha probabilmente toccato il fondo della sua seconda esperienza alla Juventus. Il tecnico livornese, dopo la deludente annata scorsa, non riesce a invertire la tendenza e adesso inizia a rischiare. La dirigenza della Juventus sta riflettendo sulla posizione di Allegri come raccontato da Calciomercato.it, la tensione nell’ambiente monta e non è chiaro cosa possa succedere in caso di un ulteriore passo falso contro il Monza. Quella di domenica è una gara da vincere a tutti i costi, finora in otto gare stagionali i bianconeri hanno alzato le braccia al cielo al fischio finale solo contro Sassuolo e Spezia. Allegri ha invitato a “stare zitti e lavorare”, ma intanto deve fronteggiare critiche che arrivano da ogni parte.

Juventus, Zazzaroni contro Allegri: “E’ un vincente, ma con molti peccati originali”

"Presuntuoso", l'atto d'accusa ad Allegri: tutte le colpe del tecnico
Massimiliano Allegri © LaPresse

Prende posizione anche Ivan Zazzaroni, direttore del ‘Corriere dello Sport’ in un lungo editoriale in cui parla dell’allenatore livornese. “Ho una enorme stima nei suoi confronti e di chi è uno stravincente – spiega – Sei scudetti, coppe varie e due finali di Champions League non si spiegano solo con la fortuna. Proprio per questo elenco le sue numerose colpe. La prima è essere tornato alla Juventus quando avrebbe potuto scegliere Real Madrid o Inter. La seconda è essere tornato in una società nella quale sembrava non credere più. La terza è aver inciso poco nelle scelte di mercato, pur consapevole dei limiti di squadra e club. La quarta è essere sotto sfiga. La quinta è essersi fidato troppo delle sue sensazioni. Lo ritengo un allenatore tra i più geniali in circolazione, ma a volte da lì si può sconfinare nella presunzione”.