Genoa-Juventus, Allegri annuncia due assenze e dà l’indizio per l’Inter

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:30

Massimiliano Allegri prende la parola in conferenza stampa alla vigilia di Genoa-Juventus, match fondamentale soprattutto per i rossoblù

La Juventus continua la corsa verso il terzo posto, distante appena un punto, attualmente occupato dal Napoli. La squadra di Allegri è a caccia della terza vittoria consecutiva dopo quelle con Sassuolo e Venezia, la quarta considerando anche il 2-0 alla Fiorentina in Coppa Italia. Domani alle 21 i bianconeri faranno visita al Genoa di Blessin, che ha disperato bisogno di punti per alimentare l’obiettivo salvezza che si è fatto molto complicato.

allegri conferenza

Il tecnico della Juventus Massimiliano Allegri prende la parola nella consueta conferenza stampa della vigilia dalla Continassa: su Calciomercato.it le parole in diretta dalle 11.30.

La partita di domani è un test per la Coppa Italia e può provare la formazione oppure farà riposare i titolari?
Scusate l’orario intanto, non avevo altra scelta se non farvi alzare dal letto. Magari a qualcuno piace dormire. Dobbiamo cercare di fare più punti possibile, abbiamo raggiunto l’obiettivo della Champions con largo anticipo e siamo contenti di questo. Dobbiamo preparare una finale di Coppa Italia e domani c’è una partita con una squadra che può ancora salvarsi. Andrà in campo la formazione migliore. Vi dico subito che Danilo riposerà, con questa fascite plantare si è allenato poco e visto che abbiamo raggiunto l’obiettivo gli ho dato qualche giorno di riposo per farlo riaggregare in gruppo da domenica. Pellegrini ha una caviglia in disordine e non sarà a disposizione, tutti gli altri ci saranno. Rientrerà Cuadrado, ci sarà De Sciglio che non ci sarà a Roma. Dovremo fare risultato, perché i risultati positivi aiutano ad allenarsi meglio e a preparare le partite.

Può essere la carica in più la Coppa Italia?
A inizio stagione è un obiettivo lo scudetto, la Coppa Italia e anche la Champions, che sappiamo è difficile da vincere ma il pensiero c’è. Niente è impossibile, così si possono raggiungere gli obiettivi altrimenti è limite che ci mettiamo da soli. Siamo contenti di essere arrivati in finale.

Quando è distante il calcio italiano da partite come la semifinale di ieri?
Devo fare i complimenti a Orsato, ha diretto in modo straordinario, con tranquillità e sicurezza da quello che è lui, il miglior arbitro. In campo un livello talmente alto tecnico e fisico straordinario, il Real ha dimostrato che le partite non finiscono mai e l’aspetto caratteriale fa la differenza oltre a tecnica e fisica. Non è il calcio italiano che è indietro, la Juve ha fatto due finali negli ultimi dieci anni, poi ha cambiato tanti giocatori negli ultimi tre anni. Non sempre si può fare risultato, ci sono certi momenti, altri hanno costruito magari dopo di te e ora raccolgono. Ci sono sei squadre in Europa nettamente più forti delle altre: Real, PSG, Bayern Monaco, Manchester City, Chelsea e Liverpool. Poi l’ambizione di arrivare in finale le abbiamo tutti, la realtà è un’altra cosa. Se uno prende coscienza della realtà ha più possibilità di fare bene, altrimenti uno pensa di essere qualcosa che non è. Va accettata, è da stimolo per tornare a certi risultati. Ieri partita meravigliosa comunque.

Commento alle parole di Cassano?
Non so cosa ha detto, non ho social. Devo fare complimenti a Carlo, ha fatto una cosa straordinaria. E’ stato molto criticato perché non è un allenatore di moda, ma come dico sempre le mode passano e i classici non passano mai, come Carlo. Veste di blu o di nero. E’ una grande soddisfazione aver vinto cinque campionati diversi e può vincere la quarta Champions. C’è solo da battergli le mani.

Chi gioca in attacco domani?
Oggi deciderò, devo vedere chi sta in piedi. Ma stanno tutti abbastanza bene.

Zakaria sta calando, come mai?
Difficile che un giocatore faccia tutte le partite bene, è arrivato in un campionato diverso con ritmi anche mentali diversi. Sono contento di lui, apprende bene, è intelligente, ci sta dando una grande mano.

Meglio puntare su chi vuole provare a conquistarsi un posto per la finale o puntare sui titolari della finale?
Siamo in quattordici, ci sono ancora giocatori fuori. Quando la Juve gioca è per vincere, andare in giro e fare brutte figure non è da Juve. Noi dobbiamo fare una bella partita domani, poi è stimolante in uno stadio pieno contro il Genoa che lotta per la salvezza. E dobbiamo fare più punti possibili. Anche tecnicamente dovremo fare meglio, siamo sgombri dalla pesantezza che avevamo fino a tre giorni fa di arrivare alla Champions.

Cuadrado meglio preservarlo? Ancora spazio per Miretti con Zakaria a riposo?
Miretti ha la possibilità di giocare. Vediamo anche Arthur come starà, vorrei farli girare. Se domani De Sciglio riuscisse a fare 90 minuti mi farebbe anche un favore, visto che mercoledì non ci sarà, vediamo.

Chi ha vinto la sfida di Vlahovic?
Io, lui ha fatto gol quando non contava.

Domani gioca Vlahovic?
Io sono molto contento di quello che sta facendo. Non mi aspettavo che entrasse così bene all’interno della Juve. È arrivato a fine gennaio, ha fatto anche tanto rispetto a quello che poteva fare. Doveva conoscere tutti, invece ha fatto bene e sono contento. Come tutti può solo migliorare. Domani è probabile che giochi.

I giovani non giocano in Italia?
I giovani se sono bravi giocano. Ora voglio vedere le statistiche dei giovani dalle altre parti, quando e quanto giocano. Perché all’estero fanno sempre meglio di noi, in Italia dobbiamo fare quello che sappiamo. Quando escono i giovani bravi, è normale che più giocano più fanno esperienza ma vale per qualsiasi lavoro. Nessuno nasce imparato, è che in Italia si tende ad avere dei picchi alti sui fenomeni calcistici in generale e poi dopo una settimana si ributtano giù. Non sono pesci che si rimettono in mare. C’è un percorso da fare. Devo fare i complimenti a Zauli, che ieri per la prima volta ha passato due turni dei playoff. La seconda squadra è un vantaggio per noi, giocano contro giocatori esperti e diventano partite di calcio. Ho visto la partita, hanno già più mentalità, rispetto alla Primavera. Molto importante avere la seconda squadra.

Lei si sente un classico che non viene capito?
Io non devo essere capito. Devo essere solo capito dai miei giocatori quando parlo. Da Ancelotti c’è solo da imparare, così come Capello, Lippi e mettiamoci anche Sacchi sennò poi dopo se la prende con me, è permaloso. Sono allenatori come Klopp, Guardiola, hanno il loro modo di pensare. Il calcio è più semplice di quello che sembra.

Come si tengono gli attaccanti concentrati?
Tutti gli attaccanti devono mettersi a disposizione per la società e per loro stessi. Conta il campo, poi possiamo stare a chiacchierare tutto il giorno, poi il rettangolo verde dà i voti e la sentenza di quello che uno fa.

Quanto spazio avrà Miretti?
Domani gioca, così siete contenti. Non so dove gioca, ma gioca. Miretti, De Sciglio, Rabiot e Szczesny, il portiere ce lo mettiamo. Come non vale? Potevo dire Perin, voi pensavate che giocasse lui.

Orsato ha usato un metro diverso ieri rispetto al campionato? Come mai?
È il modo nostro di vedere le cose. Come quando si dice che ci sono diversi modi per raggiungere le cose. Orsato ha arbitrato allo stesso modo, ma in Italia lo vediamo diversamente. Gli arbitri italiani sono bravi, poi c’è qualche ragazzotto che deve fare esperienza come tutti e altri che sono più bravi. Non si può pensare di avere 30 arbitri tutti bravi, ci sono le categorie. E Orsato è più bravo, punto, senza togliere niente agli altri.

La partita di Coppa Italia quanto sposta nella valutazione della stagione della Juve?
Non sposta assolutamente niente, solo portare a casa la coppa in una serata bellissima di sport a Roma con una cornice diversa e una pressione diversa. Queste serate sono eventi sportivi ed è la cosa più bella viverli. Se siamo bravi e fortunati la portiamo a casa, l’importante è essere lì e giocarsela.

C’è un messaggio di ulteriore ottimismo alla tifoseria?
Siamo tutti in attesa della finale, ma c’è prima la partita di domani e mancano cinque giorni. Bisogna arrivarci con lucidità e serenità contro l’Inter, che è la squadra più forte d’Italia.

Vincendo le ultime tre la Juve può arrivare a 78? Era una quota che avevi considerato?
Dopo le partite di campionato, la tabella per arrivare a 78-81 era non perdendo con l’Inter e vincendo col Bologna. Tre mesi fa eravamo molto lontani dal quarto posto, è un buon risultato.