Zorya-Roma, Mourinho: “Farò dei cambi, in Ucraina si soffre sempre”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:08

Le dichiarazioni di José Mourinho alla vigilia della sfida Zorya-Roma valevole per la seconda giornata della fase a gironi di Conference League

Roma-Cska Sofia, la conferenza stampa di Mourinho
Mourinho (screenshot)

José Mourinho, allenatore della Roma, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida allo Zorya di Conference League: “Ho giocato contro lo Zorya qualche anno fa a dicembre e le condizioni erano diverse. Queste di oggi sono buone per giocare. Non ho visto ancora lo stadio e il campo, ma si sta bene. La temperatura è perfetta per giocare. Abbiamo analizzato ciò che è possibile, vedendo come hanno giocato i playoff con il Bodo-Glimt e le partite principali, per esempio contro la Dinamo Kiev. Non sappiamo se cambieranno qualcosa, ma hanno giocato sempre con un 4-4-2 ben lavorato. E’ una squadra che ci metterà in difficoltà, ma vogliamo vincere”.

Conference League – “Se tu mi chiedi se è meglio vincere la Champions o la Conference, devo essere onesto e dico a Champions. Però stiamo giocando la Conference League e cercheremo di vincerla. Manca tanto, l’obiettivo di oggi è vincere domani e qualificarci come primi in questo girone. Ma l’obiettivo e la motivazione è vincere la partita”.

Essere i favoriti in Ucraina – “Questa cosa di favoriti nell’Europa calcistica di oggi è un po’ complessa. Ora ogni paese e ogni squadra hanno potenziale, lavoro, organizzazione. E non si può parlare di differenze grandissime. Anch’io ho avute esperienze di giocare in Ucraina con Inter, Chelsea, Manchester United. Con la Roma sarà la quarta volta diversa e non mi ricordo una partita facile. Con i nerazzurri abbiamo vinto alla fine, con il Chelsea abbiamo pareggiato, con l’United abbiamo vinto 0-1. Non sarà facile, lo Zorya è organizzato e gioca con un 4-4-2 molto organizzato. Dobbiamo essere concentrati, di facile la partita non ha niente”.

Sui cambi – “Cambi è una cosa, seconda squadra è una cosa diversa. Per noi non esiste il concetto di seconda squadra e neanche io cambio tanti giocatori. Ovviamente abbiamo la necessità di fare riposare e dare opportunità a chi non sta giocando tanto di raccogliere minuti”.