Juventus-Chelsea, Chiellini: “Gara più facile. Sul rientro di Dybala…”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:23

Il capitano della Juventus, Giorgio Chiellini, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida Champions con il Chelsea

Juventus Chelsea Chiellini
Chiellini in conferenza stampa

Domani la Juventus scenderà in campo tra le mura di casa contro il Chelsea, match valido per la seconda giornata di Champions League. Alla vigilia dell’incontro il capitano bianconero, Giorgio Chiellini, è intervenuto in conferenza stampa. Di seguito le sue parole. Per seguire e interagire in DIRETTA sulle ultime di Calciomercato ISCRIVITI al canale YouTube

Che gara si aspetta contro il Chelsea?
“Domani penso sarà una gara più facile di quelle che abbiamo fatto ultimamente. Sarà una partita bellissima, quanto stimolante. Sono convinto che faremo una grande partita. Tutto l’ambiente non vede l’ora”.

Errore che non ci si può concedere?
“Non bisogna concedere troppe ripartenze. Il Chelsea ha dimostrato di avere grande forza. Ci vorrà pazienza e qualità di gioco, senza far esaltare le loro qualità migliori”.

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Sfida tra lui e Lukaku.
“È limitante parlare di questo. Quando concedi tanto campo a giocatori come i loro, diventano immarcabili per quasi tutti i difensori. Hanno rinforzato ancora di più una squadra che ha vinto la Champions senza Lukaku non a caso”.

Qual è la cosa più importante?
“Passare il turno. In questo momento è inutile è fare programmi a lungo termine. Bisogna migliorare essendo consapevoli delle qualità che abbiamo. Avendo equilibrio”.

Sui giovani.
“Ormai siamo una squadra abbastanza esperta. Kean lo aveva già fatto l’anno scorso. Sono sfide stimolanti, che aiutano a crescere. Giocare contro i migliori ti fa capire cosa ti manca per alzare il tuo livello. Poi devi fare il lavoro continuo durante la settimane, ma queste partite servono.

Chiellini, durante la conferenza, ha risposto anche alla domanda di Calciomercato.it sull’assenza di Dybala.
“È un giocatore fondamentale, lo sappiamo e sarebbe inutile negarlo. Per fortuna salterà solo un paio di partite. Abbiamo comunque una rosa valida con tante alternative e sopperiremo alla sua mancanza. Poi il mister non è uno che si piange addosso e uno dei suoi maggiori pregi è quello di trovare in questi casi sempre soluzioni nuove”.

Risultato importante.
“Aiuterebbe. Ma poi dovremo comunque avere equilibrio. Una spinta di fiducia, però ci sarebbe sicuramente. Però bisogna tornare ad avere più equilibrio possibile, nel bene o nel male”.

Quanto può essere importante un risultato positivo?
“Una vittoria domani ci permetterebbe di arrivare al doppio scontro con lo Zenit con il possibile match point in mano. Ci darebbe consapevolezza per il cammino su tutti i fronti, però l’importante è dare una prestazione di solidità, forza ed entusiasmo”.

Difesa a tre.
“Ancora non faccio l’allenatore, anzi non penso lo farò mai (ride, ndr)”.

Cosa è cambiato a livello tattico?
“I principi rimangono sempre quelli. Cambiano i giocatori e gli avversari. ora bisogna ritrovare quel filo conduttore ha permesso a questa squadra di avere grande solidità e fare un grande percorso in Italia e in Europa”.

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Su Jorginho.
“Mi auguro che vinca il pallone d’oro, sarebbe un premio che sentirei anche mio. Ho sempre pensato che fosse un buon giocatore, dopo due/tre allenamenti in Nazionale ho capito qual era la sua grandezza. Non ha qualità fisiche eccezionali, la differenza la fa la sua testa. In ogni posto nel mondo dove può andare, gioca titolare”.

Cosa manca a de Ligt?
“Ha caratteristiche diverse da me e Bonucci, ma è già a quel livello lì. Ha avuto problematiche fisiche anche col Covid che lo hanno rallentato. L’errore all’Europeo ha compromesso il giudizio su di lui e lo ha anche messo un po’ in difficoltà. Ma le sue qualità restano. Poi è chiaro che deve migliorare, deve usare di più il suo strapotere fisico. Ma è un giocatore a livello internazionale”.

Influisce in Champions il fatto di incontrare sempre squadre vincenti nelle loro Nazioni?
“Incontri i migliori delle migliori nazioni, abituati a vincere, è vero. Anche il Malmoe è abituato a dominare nel proprio campionato. CI vuole spesso una fisicità più importante e ritmi più elevati rispetto alle partite del campionato italiano. Poi la qualità fa la differenza”.