CMIT TV – Serie A, dott. Braconaro: ” “Protocollo ci ha permesso tante cose”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:43
Braconaro
Braconaro a CMIT TV

Il Dottor Francesco Braconaro, membro commissione medica FIGC, ha parlato a CMIT TV del protocollo e dei contagi Covid in Serie A

Il dottor Francesco Braconaro, membro della commissione medica della Figc, è intervenuto a CMIT TV, soffermandosi sul protocollo in vigore per l’emergenza Covid: “Il protocollo ci ha ci ha permesso tante cose: dal finire l’ultima stagione ad iniziare quella in corso e finirla. Il problema è la pandemia che ha un’onda sinusoidale di up e di down. E’ chiaro che oggi che nel nostro paese ci sono più di 25000 positivi, evidentemente anche il calcio è coinvolto. Sulle ASL lo abbiamo sempre detto, chiedendo un’uniformità di giudizio. Chiaramente noi, come Federcalcio, non possiamo avere l’ultima parola. C’è da dire che questo è un momento particolare dovuto molto probabilmente alle varianti molto più contagiose, per cui l’azione dell’ATS milanese – sulla quale non ho molto da eccepire – è stata preventiva. Con 4 positivi hanno bloccato tutto il gruppo squadra. Credo che l’ASL, con la pandemia che incombe, non abbia fatto un atto completamente negativo”. Le ultimissime di calciomercato: clicca qui!

Serie A, Braconaro: “Positivi al Covid come infortuni”

Il dottor Braconaro commenta anche il peso dei contagi Covid sulle squadre di calcio: “Bisogna trattare le positività da Covid come degli infortuni, su questo non si può discutere. C’è da dire che il 31 gennaio 2021 è stata emessa dal direttore generale una nuova circolare indirizzata alle ASL nelle quali imputava e intimava loro di avere una sorveglianza attiva molto elevata per via del diffondersi delle varianti. Allora è evidente che le condizioni di tutti questi casi non possono essere assimilati e riferiti allo stesso contesto. Noi addetti ai lavori abbiamo fatto uno sforzo pazzesco a tenerlo in piedi questo campionato varando prima dei protocolli applicati al buonsenso. Sarebbe stato troppo semplice fare delle bolle come in NBA, ma noi viviamo in Italia, dove li avremmo presi tutti quei soldi”.