Coronavirus, fondazione GIMBE: “Tutti i numeri in aumento. Sui vaccini…”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:20
Coronavirus, il report della fondazione GIMBE
Coronavirus, vaccini ©️Getty Images

Coronavirus, il nuovo report settimanale della fondazione GIMBE lancia l’allarme: nuovi casi in aumento, situazione delicata per le terapie intensive 

La lotta al Coronavirus prosegue in tutto il mondo così come sul territorio italiano. A questo riguardo non arrivano però buone notizie dal report settimanale diramato come di consueto dalla Fondazione GIMBE, che va a snocciolare tutti i numeri più rilevanti della settimana dal 10 al 16 marzo. Tale monitoraggio nel periodo indicato rileva, rispetto alla settimana precedente, un ulteriore incremento dei nuovi casi (157.677 vs 145.659) e dei decessi (2.522 vs 2.191). Continuano a salire i casi attualmente positivi (536.115 vs 478.883), le persone in isolamento domiciliare (506.761 vs 453.734), i ricoveri con sintomi (26.098 vs 22.393) e le terapie intensive (3.256 vs 2.756).

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Numeri ancora preoccupanti commentati anche da Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE: “L’ulteriore incremento dei nuovi casi ha determinato nell’ultima settimana la netta espansione del bacino dei casi attualmente positivi, aumentato di oltre 57 mila unità”. Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE aggiunge: “A preoccupare è anche il trend in continua ascesa dei nuovi ingressi giornalieri in terapia intensiva: in 4 settimane la media mobile a 7 giorni è aumentata del 94,2%, passando da 134 a 260”.

Al 17 marzo hanno inoltre completato il ciclo vaccinale con la seconda dose 2.145.434 milioni di persone (3,6% della popolazione). L’accelerazione della vaccinazione di massa registrata nelle ultime settimane ha subìto un’inevitabile battuta d’arresto dopo il blocco precauzionale e temporaneo del vaccino AstraZeneca. Cartabellotta sulla questione ha aggiunto: “A seguito di questo increscioso episodio al di là dei tempi organizzativi per ripartire, non è possibile stimare la riduzione dell’adesione generale alla campagna vaccinale, né l’impatto della diffidenza (o del rifiuto?) individuale rispetto al vaccino AstraZeneca. Un effetto boomerang generato da una comunicazione istituzionale frammentata e non lineare, frutto di una decisione impulsiva più politica che scientifica”.