Lukaku si racconta: “L’Inter è un sogno, ma che botta la finale. Conte è un padre”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:42
Romelu Lukaku post Inter-Getafe
Romelu Lukaku (Getty Images)

Romelu Lukaku è stato il vero top player dell’Inter nella scorsa stagione: il belga si racconta a 360 gradi, dall’Italia a Conte e non solo

La scorsa stagione per l’Inter si è chiusa con diverse delusioni, dal -1 dalla Juve alla semifinale di Coppa Italia e ovviamente la finale persa in Europa League, ma senza dubbio ottime basi su cui ripartire. La colonna portante in campo sarà ancora Romelu Lukaku, bomber e trascinatore dei nerazzurri: “In Italia mi trovo molto bene, è il miglior paese in cui sia mai stato. Amo stare qui, parlare con la gente. E anche il calcio italiano va bene in tutto per me e sono molto migliorato anche se voglio fare di più”. Intervistato da ‘La Gazzetta dello Sport’, l’ex United parla anche di scudetto: “Se è possibile? Per me la cosa più importante è parlare in campo, dobbiamo giocare e far bene nei 90’. Fuori dal campo non sono una persona che parla tanto. Preferisco esprimermi quando gioco”.

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Inter, Lukaku stende il Bayer
Romelu Lukaku @ Getty Images

Inter, Lukaku a ruota libera: “Conte è un padre, con Vidal si vince”. E su Chiesa…

Nella lunga chiacchierata con Lukaku, classe ’92 autore di ben 34 gol nella sua prima stagione in Serie A, c’è spazio ovviamente anche per Conte: “Per me è un mentore, un padre, una persona che mi capisce veramente bene e gli sono grato della stima che ha sempre avuto per me. Mi voleva già sei anni fa, per me giocare per lui è veramente la realizzazione di un sogno”. Un pensiero sull’arrivo di Vidal: “È un giocatore di grande qualità, noi dobbiamo migliorare è in qualità ed esperienza e lui le ha. D’altra parte non si vince tanto e con squadre diverse se non si è giocatori di livello”.

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Lukaku è già molto legato all’Inter:È un sogno che si realizza, non prendo questa opportunità alla leggera, sono venuto qua per fare bene, per lasciare un segno. Il mister e i compagni mi prendono in giro perché io mi arrabbio anche quando perdo le partitelle tra noi. Quando non sarà più così, smetterò”. Anche se c’è stato un momento particolarmente difficile come l’autogol decisivo in finale di Europa League: “Non ho parlato per quattro giorni. Però un giorno mi sono svegliato e mi sono dato una ragione. Sono cose che succedono”. Infine, il belga parla dei giovani secondo lui più interessanti: “Barella sarà un giocatore molto importante, per la Nazionale e per l’Inter. Anche Esposito, ma deve giocare di più, Kean e Chiesa”.