L’Assocalciatori proclama lo stato d’agitazione e ‘minaccia’ lo sciopero

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:46
Calcagno (AIC) su contratti e prestiti calciatori in scadenza 30 giugno 2020
Umberto Calcagno

L’AIC ha proclamato lo stato d’agitazione in seguito alla mancata risposta sull’abolizione delle liste di giocatori utilizzabili nel campionato di Serie C

L’Associazione Italiana Calciatori prende atto del silenzio e della mancata risposta da parte della Lega Italiana Calcio Professionistico alla richiesta di abolizione delle liste di giocatori utilizzabili nel Campionato di Serie C nella stagione 2020/2021“. Inizia così il comunicato dell’AIC sul proprio sito ufficiale a proposito delle decisioni sulle liste e le rose per il prossimo campionato di Serie C. La Lega Pro ha infatti deciso di tornare alle liste ‘chiuse’ a 22 giocatori e con l’obbligo di schierare 4 giovani in campo e per questo motivo l’Assocalciatori “annuncia lo stato di agitazione per l’intera categoria dei calciatori tesserati per le società militanti nel campionato di Serie C, riservandosi, in caso di mancata soluzione delle tematiche evidenziate, di indire lo sciopero per la prima giornata di campionato”.

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Calcagno (AIC) su contratti e prestiti calciatori in scadenza 30 giugno 2020
Umberto Calcagno, vicepresidente AIC @ Getty Images

Lega Pro, rischio sciopero in Serie C: il comunicato dell’AIC

Sul comunicato dell’Associazione Italiana Calciatori vengono spiegate le problematiche in relazione alla decisione della Lega Pro sulle liste dei giocatori, ora non più libere. Sono “scelte che condurranno ad un impoverimento tecnico della categoria e, con esso, alla definitiva rinuncia ad un progetto di sviluppo e scelte sportive ben più adeguate a un campionato professionistico. Non è un caso che questa reviviscenza di vecchie dinamiche che speravamo definitivamente accantonate sia stata portata avanti con forza da quelle società che, nel corso della stagione appena terminata, hanno rinunciato alla loro partecipazione alla fase play-off. Ciò dimostra ancor più l’intento di voler imporre politiche che limitino chi seriamente impiega risorse nel nostro mondo, permettendo a molti di competere senza investire”.

La nota ufficiale dell’AIC continua: “Il risultato, già ampiamente sperimentato in passato, sarà un abbassamento del livello tecnico del campionato e dello spettacolo. Tutto questo è inaccettabile. Il combinato disposto tra le norme sul c.d. minutaggio – che prevedono di fatto l’obbligatorietà in campo di quattro giovani (uno di essi schierato anche per un solo minuto!) – e quelle sulle liste a 22 giocatori, pregiudicherà le opportunità di lavoro a circa 200 tesserati della categoria; si determineranno, inoltre, pregiudizievoli squilibri professionali e un peggioramento qualitativo della Serie C, generando false illusioni di carriera in tanti giovani calciatori schierati in campo con il solo intento di beneficiare delle somme distribuite in relazione al loro impiego. Auspichiamo a tal fine una programmazione pluriennale e condivisa delle norme che riguardano la valorizzazione dei vivai nazionali e la formazione dei calciatori, che sia la giusta sintesi tra contenuto tecnico, formazione e utilizzo dei giovani, mettendo definitivamente fine al caos normativo degli ultimi anni con una pianificazione tecnico-sportiva a medio-lungo termine”.