Subbuteo, ESCLUSIVO Ciccarelli: “Playstation? No, grazie: vi spiego”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:28

Il 20enne napoletano ha vinto il campionato del Mondo nel 2018 e ci svela i trucchi per allenarsi a casa

CORONAVIRUS SUBBUTEO CICCARELLI / Tra gli effetti dell'isolamento dovuto all'emergenza coronavirus c'è sicuramente anche la riscoperta di alcune attività che si erano perdute. Senza poter andare a lavoro, senza poter uscire di casa, non resta che aprire scatoloni impolverati da dove sono spuntati fuori anche campo e squadre di subbuteo: il calcio da tavolo, come è conosciuto a livello agonistico, sta facendo compagnia a molte persone in astinenza da calcio. Un tuffo nel passato, un'attività diversa rispetto alla solita playstation, ma anche uno sport che coinvolge migliaia di persone in tutto il mondo con tornei a livello internazionali. Anche le competizioni del calcio da tavolo sono al momento ferme per il COVID-19, ma il periodo può essere sfruttato per allenarsi e avvicinarsi ad uno sport che da settant'anni riesce ad appassionare. Per parlare proprio del subbuteo, Calciomercato.it ha intervistato in esclusiva Matteo Ciccarelli, 20 anni, campione del Mondo nel 2018 nella categoria Open del calcio tavolo che spiega subito la differenza tra quest'ultimo e il Subbuteo: “Il primo è un'evoluzione di quest'ultimo, con materiali più stabili e con alcune regole diverse. Strutturalmente sono simili ma ci sono regole diverse. I tornei a livello nazionale sono organizzati in  sedi e date diverse perché si ha una partecipazione molto elevata”. Le ultimissime di calciomercato e non solo: clicca qui!

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Il più giovane trionfatore nella categoria principale del torneo iridato (vinto a 19 anni) ci racconta la sua passione: “Ho iniziato quando avevo 9 anni. Mio padre ci giocava da quando era piccolo con il suo migliore amico. Scoprimmo poi che un compagno di classe alle elementari di mio fratello giocava anche lui e allora papà ci propose di iniziare a giocare e ancora oggi, dopo 10 anni, giochiamo tutti e tre: io, mio fratello e questo amico, che è anche mio compagno in Nazionale e siamo la colonna portante dei Napoli fighters”. 

Il periodo di isolamento è propizio per gli allenamenti: “A casa abbiamo due campi: sfortunatamente non posso allenarmi con mio fratello che si è rotto il perone e sta recuperando”. Per chi volesse approcciare a questo sport in maniera più 'professionistica', è importante sapere che l'allenamento è proprio quello di una vera e propria attività sportiva: “Chi vuole compiere il salto di qualità deve allenarsi tutti i giorni per poter capire punti di forza e punti deboli e poi improntare degli allenamenti specifici, anche due ore al giorno. Solitamente si gioca la classica partita uno contro uno, ma esistono anche esercizi specifici per migliorare. Ad esempio si può posizionare dieci palline in dieci punti diversi nell'area di tiro e cominci a tirare, oppure posizioni la palla a centrocampo e cerchi di agganciarla senza allontanarla più di un centimetro in modo da acquisire maggior sensibilità. All'inizio però serve pazienza, non è facile iniziare a giocare”. 

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Altro che playstation, Ciccarelli: “Con il subbuteo vincono testa e rapporti umani”

Chi volesse entrare nel circuito agonistico c'è la possibilità di affrontare uno dei tanti tornei organizzati durante l'anno: “La stagione del calcio da tavola è simile a quella del tennis. Ci sono tornei diversi, nazionali e internazionali, che cambiano per importanza, con i Major che possiamo paragonare ai torneo del Grande Slam di tennis. Esistono anche qui superfici di gioco diverse, quelli più lenti e quelli più veloci”. E poi c'è il sogno nazionale anche nel subbuteo: “Esistono le Nazionali con convocazioni, alcune libere ed altre di 'obbligate' in base a ranking e vittorie nei tornei”.

Inventato settant'anni fa, il subbuteo nelle nuove generazioni è stato sostituito con la playstation ma Ciccarelli spiega perché il calcio da tavola è da preferire: “Si allena anche la tenuta mentale. La partita richiede uno sforzo mentale molto importante: bisogna tenere una grande concentrazione per tutta la durata dei tornei. Rispetto alla playstation il subbuteo offre la possibilità di divertirsi anche in maniera più 'sociale' perché si viaggia, si incontrano tante persone e si sviluppa molto di più l'aspetto umano e aggregante”.