Calciomercato, ESCLUSIVO D’Amico: “Ibra al Milan? Ecco cosa mi ha detto il Galaxy”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:05

Intervista all’agente Fifa sulle prospettive relative al mercato di gennaio

CALCIOMERCATO GENNAIO MILAN IBRAHIMOVIC MLS / Mancano circa 40 giorni all'inizio della sessione invernale di calciomercato, un momento che può modificare gli equilibri della stagione. Per tuffarci nelle idee e nelle possibili trattative, Calciomercato.it ha intervistato in esclusiva il noto agente Fifa Andrea D'Amico affrontando tante situazioni molto interessanti della prossima campagna trasferimenti:

Il 3 gennaio inizia ufficialmente la sessione invernale del calciomercato. Secondo te, la campagna trasferimenti di gennaio può stravolgere gli equilibri del campionato, mettere in discussione il dominio della Juventus?

“Secondo me è molto difficile a gennaio realizzare colpi così importanti da stravolgere la gerarchia della classifica, la Juventus con l'arrivo di Cristiano Ronaldo ha dimostrato di avere due squadre molto competitive per lo scudetto. Il Napoli con Ancelotti ha portato a casa un allenatore valido, ha realizzato un colpo importante, certamente se arrivasse Cavani la storia sarebbe diversa ma, leggendo le parole del presidente De Laurentiis, mi sembra un'idea per la prossima estate”.

Ibrahimovic, Rabiot e Paredes, tre giocatori che dall'estero potrebbero arrivare in Italia. Cosa ne pensi sul loro possibile arrivo?

Ibra è stato un grande giocatore, ormai ha 38 anni, non so che impatto potrebbe avere sul campionato, è difficile fare previsioni. Ad Amsterdam ho incontrato i dirigenti del Los Angeles Galaxy, loro sono convinti che Ibra rimanga lì. Rabiot è un giocatore in scadenza di contratto, bisognerebbe sapere le alternative in suo possesso. Il Milan dovrà sicuramente rinforzarsi a centrocampo visti gli infortuni di Biglia e Bonaventura, Paredes ha fatto molto bene allo Zenit San Pietroburgo ma valorizzerei di più il prodotto sportivo interno”.

Riguardo alla lotta Champions e a quella per la salvezza, il mercato di gennaio può essere determinante?

“I movimenti di mercato possono cambiare gli equilibri riguardo alla lotta per l'Europa e la salvezza, in quella parte della classifica possono modificare i valori. Ormai è chiaro che l'obiettivo è principalmente l'Europa, la qualificazione alla Champions e all'Europa League, in virtù del valore economico, lo scudetto ha perso negli anni l'importanza che aveva in passato”.

A proposito di italiani, Consigli è arrivato a 31 anni e non è riuscito a conquistare la porta di una big. Cosa ne pensi?

Consigli ha rinnovato il contratto con il Sassuolo un anno fa, quando era in scadenza e sembrava pronto al trasferimento. Quando si pensa alle grandi società, non bisogna solo pensare ai club che sono espressione di un vasto territorio geografico. Per me il Sassuolo è una grande società anche se emanazione di una realtà di provincia”.

Quest'estate hai riportato in Italia Criscito che è tornato al Genoa. Ci sono le possibilità per cui anche Bocchetti possa trasferirsi dalla Russia?

“Per ora no, allo Spartak Mosca sta facendo bene e non ci sono in programma idee di mercato in questo senso”.

All'estero c'è anche Giovinco, in Mls, al Toronto Fc. Cosa ne pensi della scelta di Mancini di convocarlo in Nazionale? Pensi che avrà altre opportunità?

“Io mi sono stupito che non fosse stato chiamato prima, anche quando era al Parma o alla Juventus per i Mondiali e gli Europei. Visto che Mancini l'ha convocato, mi sarebbe piaciuto vederlo giocare ma ormai è andata così, speriamo che avrà altre chance”.

Riguardo ai giovani, gestisci uno dei talenti italiani più interessanti, che si è messo in mostra anche nelle Nazionali giovanili: Fagioli della Juventus, centrocampista offensivo classe '2001. Come valuti il suo percorso di crescita?

“E' un giovane molto valido, un grande giocatore, destinato a un futuro importante. Fagioli deve trasformarsi in un 'fiore', alla Juventus lo sapranno valorizzare, anche Allegri ne ha parlato in conferenza stampa. Deve tenere i piedi per terra, puntare sulla cultura del lavoro, sotto quest'aspetto Cristiano Ronaldo è un esempio, vedere un giocatore così importante agire con spiccata professionalità, essere concentrato così tanto sugli allenamenti è sicuramente trascinante”.