Juventus-Real Madrid, Del Piero: “Nessun favorito. Buffon, alzala!”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:55

L’ex capitano ha fatto il punto sui bianconeri in vista della finale di Champions League

JUVENTUS REAL MADRID DEL PIERO / Sale l'attesa in casa Juventus per la finale di Champions League. Dopo un calciomercato estivo dispendioso, i bianconeri sono riusciti a centrare gli obiettivi stagionali, ma resta da fare l'ultimo passo verso il 'Triplete': sabato sera, contro il Real Madrid, servirà una prestazione perfetta per alzare un trofeo seguito da molto tempo. Alessandro Del Piero, che contro i 'Blancos' ha giocato molte sfide, ha fatto il punto sulle utime news Juventus: “Il Real Madrid e la Juventus. Il massimo. All’inizio ricordo che era il club che batteva le italiane, prima che arrivasse il Milan di Sacchi era così. Poi ha battuto anche noi. Ma ci siamo rifatti. E spero che sabato si scriva un’altra bella pagina bianconera – spiega alla 'Gazzetta dello Sport' – Tre immagini di Juve-Real? La standing ovation, la standing ovation, la standing ovation. Una delle emozioni più grandi della mia carriera, quella notte al 'Bernabeu'”.

Juventus-Real Madrid, Del Piero parla della finale

Di recente Del Piero ha già elogiato la Juventus di Allegri. Rispetto alla finale persa contro il Barcellona, c'è più ottimismo per la gara di Cardiff: “Quella Juventus aveva un centrocampo all’altezza del Barcellona e ho detto tutto: Pirlo, Vidal, Marchisio, Pogba – prosegue Del Piero – Il punto è il livello di maturità, quanto sei consapevole della tua forza e quanto la sai scaricare in campo. Credo che la Juve di oggi sia più matura e consapevole. E ha un gioco molto 'europeo', un modo di stare in campo che ciascun calciatore sente suo. Ci credono, insomma. E fanno bene. In quanto al Real, credo non sia inferiore a quel Barcellona: è una squadra fortissima e per questo sarà dura. Tre motivi per crederci? Buffon, Chiellini, Marchisio. Tre ragazzi, tre compagni, tre amici. Loro c’erano in B, loro devono completare l’opera”.

LA PARTITA – “Non ci sono favoriti, nemmeno di poco. Credo che la pensino così anche a Madrid. La Juventus non aggredirà senza criterio, saprà accettare di difendersi – per strategia e non per costrizione – e trovare il momento per liberare il suo potenziale offensivo, senza perdere equilibrio. E’ il grande merito di Allegri in questi anni, in particolare in questa stagione dove sta facendo un capolavoro, secondo me”.

LA DIFESA – “Più difficile fermare il Real rispetto al Barça? Più difficile no, diverso sicuramente. E’ una prova durissima. Stiamo parlando di giocatori non soltanto straordinari, ma anche abituati a giocare e a vincere le partite importanti. Sarà anche un duello di testa”.

LA SVOLTA – “Se parliamo di tattica nel senso di quanto la squadra crede che sia giusto e proficuo giocare in questo modo, allora certamente la svolta del 4-2-3-1 di Allegri – come il 4-3-3 di Lippi per la Champions a Roma – è stata determinante. Basta vedere come tutti si sacrifichino e come il collettivo esalti le qualità del singolo. Per questo dico che Allegri ha fatto un capolavoro, conta più per la testa che per il sistema di gioco”.

PALLONE D'ORO – “Il Pallone d’Oro è fantastico e sarei felice che Gigi lo vincesse, ma non conta nulla rispetto alla Champions. Io spero che Gigi alzi quel trofeo, il resto si vedrà”.

LE FINALI – “Quella del '98? Ogni finale persa è una ferita. Certo quella brucia tanto. La nostra Juve era una squadra straordinaria, al punto probabilmente più alto del suo ciclo. La maledizione non esiste per i giocatori, per nessuno di quelli che scenderanno in campo. A Berlino, nel 2006, tutti noi arrivavamo da delusioni, finali perse ai rigori o all’ultimo secondo. Ma nessuno ci pensava. Pensi solo a vincere, che quello sia il tuo momento. E spero davvero che lo sarà”.

ZIDANE – “Posso solo dire che uno che pensa il calcio in quel modo deve avere grandi idee. Ma quello che più mi ha convinto di lui è come si è adattato, conoscendo benissimo quella squadra, alla 'modalità Real'. Intendo come si deve allenare un gruppo di campioni straordinari, di grandi solisti. Mi ricorda un po’ Ancelotti e credo che anche lui si sia ispirato a Carlo”.