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Mercato Psg, Leonardo: "Tanti aspirano a venire da noi. Non escludo grandi acquisti". E sul suo futuro...

Il direttore sportivo fa il punto sulle prossime mosse del club e parla di Cavani, Ronaldo, Ibra e tanti altri

CALCIOMERCATO PARIS SAINT GERMAIN LEONARDO IBRAHIMOVIC VERRATTI ANCELOTTI RONALDO / ROMA - Leonardo, direttore sportivo del Psg, ha rilasciato una lunga intervista a 'La Gazzetta dello Sport':

CONFERME - "Il tifo dei bambini è quello vero e sono tornati a vestirsi con le maglie del Psg. Significa che abbiamo dato loro idoli per sognare. Penso che Ibra sia contento qui ed è troppo importante per noi. Verratti è salito sul treno giusto al momento giusto, spero mantenga il suo calcio spensierato. Ancelotti? E' la persona giusta. Vinciamo Scudetto e coppa di Francia e poi facciamo assieme i piani per il futuro".

OBIETTIVI - "Come si convincono i big a venire qui? Magari a qualcuno scherzando ho promesso la Tour Eiffel! La verità è che non ho mai mentito a nessuno, mai detto che qui c'è il paradiso. Poi è più facile convincere a traslocare la famiglia a Parigi, anche se la Francia magari non è ancora pronta per il Psg. Tanti giocatori aspirano al Psg quasi come al Milan, Barça, Bayern, ma se comprassimo tutti non avrebbe senso. Su Ronaldo non c'è mai stata un'offerta. Neymar? Deve confrontarsi in Europa col top del calcio mondiale. Mai sentito Rooney o Cavani. Non escludo grandi acquisti, ma solo se c'è l'opportunità. Di sicuro rinforzeremo la rosa per mantenere l'equilibrio anche in funzione delle cessioni. Voglio un gruppo più coperto in tutti i ruoli, per evitare di trovarci in difficoltà come è successo a gennaio a centrocampo tra infortuni, squalifiche, cessioni. Potremmo pescare in Spagna o in Inghilterra. Benzema? Mi piace l'idea di rivedere grandi francesi tornare. Magari non lui, ma Nasri, Ribery, Cabaye... Non so se sia fattibile, non ho avuto contatti con nessuno di loro".

CONSIGLI ALLE ITALIANE - "I francesi fanno bene all'estero, come Moussa Sissoko che seguivo ma ha scelto Newcastle o Cabaye che apprezzo molto. I giovani devono però maturare mentalmente. Niente nomi, poi me li portate via!"

FUTURO PERSONALE - "Negli ultimi 4 anni ho cambiato tante vite, partendo sempre da zero. Fare il tecnico è più complicato, ma penso che fare il dirigente come oggi è il mestiere ideale. In Italia c'è una tradizione di italiani che investono nel calcio. Conosco Moratti da sempre e all'Inter ho vissuto una sfida incredibile. Come al Milan, dove pensavo di restare a vita, ma non tornerei perché con Berlusconi ho litigato. Per me il Milan non è Berlusconi, ma un patrimonio internazionale. Il club ideale sarebbe con Moratti presidente e Galliani dirigente. Non so quel che succederà, io sto bene a Parigi anche se qui dicono il contrario. Con Moratti parlo spesso, ma non significa che tornerei all'Inter, che attraversa un ciclo difficile dopo tanti trionfi. I Guarin, Juan Jesus, Palacio, Handanovic daranno nuova vita al team".

 

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